Giovedì 18 Aprile 2024

Cos'è un contratto swap

I contratti swap attraverso la loro definizione e gli obiettivi ricercati da chi li sottoscrive: le tipologie e il funzionamento

Roma, 6 marzo 2024 – Quando si parla di contratti swap si fa riferimento ad una specifica categoria di contratti derivati, ovvero quelli il cui valore discende, o per meglio dire deriva, da quello di un’altra attività finanziaria, definita sottostante, che può essere finanziaria o reale. Focalizzando l’attenzione sui contratti swap, è necessario partire dalla traduzione del termine dall’inglese all’italiano, ovvero da “swap” a “scambiare qualcosa in cambio di altro”. Ecco dunque che un contratto swap prevede che le parti coinvolte si accordino per scambiarsi determinate somme di denaro basandosi sulle caratteristiche del contratto stesso.  

Cos'è un contratto swap  - Crediti iStock Photo
Cos'è un contratto swap - Crediti iStock Photo

Cos’è un contratto swap

Il contratto swap nasce per essere negoziato al di fuori dei mercati regolamentati e, per questo motivo, vi è un elevato rischio derivante. Dal 2007, tuttavia, sono stati creati dei contratti swap standardizzati che prevedono la scambio all’interno dei mercati regolamentati. E ancora, per rendere effettivo un rapporto contrattuale di questo tipo è necessario che ci sia l’intermediazione di un soggetto autorizzato, si legga una banca o una Sim iscritta all’albo, che ha la possibilità di:

  • svolgere una mera attività di intermediazione
  • agire come un market maker e, dunque, prendere la posizione di controparte e assumere il rischio di inadempienza di uno dei soggetti sottoscrittori dell’accordo.

A distinguere i contratti swap dagli altri derivati è il fatto che, ad esempio rispetto ai futures e le opzioni, in questo caso non c’è l’acquisto o la vendita di sottostanti alla scadenza prefissata, ma solamente lo scambio di denaro che deriva da una sottostante. Per onorare il contratto, dunque, alle parti è chiesta soltanto la solvibilità.

A cosa servono i contratti swap

Un contratto swap, così come avviene per tutti quelli riferiti ai derivati, viene stipulato per provvedere alla copertura del rischio legato ad una certa attività, per fini speculativi o per l’arbitraggio. Nel primo caso il sottoscrivente mira ad avere una copertura economica in caso di variazioni della sottostante, stipulando un accordo swap che possa produrre dei flussi finanziari opposti rispetto a quelli della sottostante stessa. Nel caso del fine speculativo, invece, l’obiettivo è trarre profitto dalla variazione del sottostante, mentre con l’arbitraggio l’investitore cerca di ottenere un beneficio dal prezzo differente di una sottostante in due mercati diversi.

Tipologie di contratti swap

Esistono diverse tipologie di contratti swap, classibili tutti in relazione alle caratteristiche proprie di ogni singola forma di accordo. Tra i più diffusi c’è sicuramente lo swap relativo ai tassi d’interesse, l’Interest rate swap, Irs, ovvero un contratto in cui le parti coinvolte si accordano per lo scambio, in date future prefissare e fino al raggiungimento di una predeterminata scadenza, di flussi di denaro che sono la risultante di una somma prestabilita sulla quale vengono applicati diversi tassi d’interesse. L’ammontare di denaro sul quale verranno applicati gli interessi prende il nome di capitale nozionale e rappresenta soltanto la base sulla quale le parti del contratto si accordano. Ne deriva che nessuno è chiamato a versarla, anticiparla o impegnarla, ma è solo la base di partenza per l’applicazione dei tassi. Stando proprio su quest’ultimi, è importante sottolineare che la tipologia di interesse non è per forza la stessa per le parti del contratto. Immaginiamo, ad esempio, che via siano due soggetti, A e B, i quali sono chiamati in un contratto Interest rate swap a rispettare questa struttura:

- il soggetto A deve versare a B un flusso di denaro che è la risultante dell’applicazione di un tasso di interesse fisso, costante e sempre uguale per tutta la durata dell’accordo, sul capitale nozionale; - il soggetto B, invece, è chiamato a dare ad A un quantitativo di denaro pari al tasso di interesse variabile applicato sempre sul capitale nozionale. In questo caso, solitamente, viene scelto un tasso LIBOR o Euribor, rispettivamente Tasso di interesse interbancario medio e il Tasso interbancario di offerta in Euro, i quali, per concetto, possono mutare nel tempo. La struttura descritta fa si che, in caso di un tasso variabile superiore a quello fisso, la parte A abbia diritto a ricevere da B la differenza che tra i due tassi applicati al capitale nozionale. Di contro, invece, in presenza di un tasso fisso più alto rispetto al variabile, sarà la parte B a dover ottenere la differenza tra due tassi applicati al capitale nozionale.  

Currency, Commodity ed Equity swap

Altre tipologie di contratti swap molto diffusi sono il Currency swap, il Commodity swap e l’Equity swap, riferiti rispettivamente alle valute, alle materie prime e alle azioni. Entrando più nello specifico: - il Currency swap presenta un funzionamento a quello già visto per i contratti Irs, anche se se ne distanzia con l’introduzione di una variabile, vale a dire quella valutaria. Ecco dunque che le parti che siglano questa tipologia di contratto si impegnano a scambiare delle somme di denaro in valute diverse, con i flussi di denaro che vengono calcolati applicando i tassi di interesse su due capitali nozionali denominati nelle due valute. Un’altra grande differenza tra i Currency swap e agli Interest rate swap sta nel fatto che le parti possono decidere di applicare dei tassi d’interesse diversi, entrambi fissi o tutte e due variabili. Pur se comuni nelle loro tipologie, questi tassi sono comunque tra loro diversi, in quanto relativi a valute differenti. Infine, in questa tipologia di contratti swap, le parti coinvolte hanno la facoltà di decidere di scambiare i capitali nozionali decisi, sia alla stipula del contratto che alla scadenza; - il Commodity swap è un contratto che ha a oggetto le materie prime. Anche in questo caso ci sono degli elementi comuni con l’Irs, soprattutto per quanto riguarda i tassi d’interesse che vengono applicati sul capitale nozianali: questi devono essere necessariamente uno fisso ed uno variabile. Ciò che cambia, invece, è il nozionale che in questo caso non è rappresentato da un capitale finanziario, ma da una quantità di materie prime. A determinare il flusso di denaro scambiato tra le parti è dunque l’andamento del prezzo della materia prima oggetto del contratto, con l’accordo che deve avere una durata prefissata e essere suddiviso in scadenza regolari, ovvero date nelle quali le parti devono provvedere al pagamento della differenza pari tra la parte fissa e variabile degli interessi; - l’Equity swap è una tipologia di contratto che ha come oggetto le azioni. C’è, come in tutti gli altri casi elencati, un capitale nozionale, una scadenza per lo scambio di flussi di denaro tra le parti e l’applicazione di tassi interessi che, in questo caso specifico, sono entrambi variabili.

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