Le Borse mondiali tentano il rimbalzo (Ansa)
Le Borse mondiali tentano il rimbalzo (Ansa)

Milano, 17 marzo 2020 - Dopo il lunedì nero di ieri su tutti i mercati mondiali (Milano ha perso il 6,10% e Wall Street addirittura il 12,94%), le Borse centrano un mini-rimbalzo al termine di una giornata nervosa. lntanto la Ue ha varato il piano per gli aiuti di Stato.

Piazza Affari

Dopo un'apertura in positivo, con il Ftse Mib a + 2.93%, Piazza Affari ha allungato al 4,7% per poi frenare, andare in territorio negativo e risalire nel pomeriggio. Quindi la chiusura a +2,23%. Bene anche gli altri listini europei: a Londra l'Ftse 100 sale del 2,79% 5.294,90, a Parigi il Cac guadagna il 2,84% a 3.991,78 a Francoforte il Dax avanza del 2,25% a 8.939,10. Meglio di tutti fa Madrid che balza del 5,97%.

La Consob ha rinnovato il divieto giornaliero di vendita allo scoperto di 20 titoli azionari quotati nel mercato regolamentato ai sensi dell'art. 23 del Regolamento europeo n. 236/201. Stop alle vendite allo scoperto su un centinaio di titoli anche alla Borsa di Parigi. Lo spread apre in calo a 257 punti per poi toccare anche quota 280 e terminare in rialzo a 278 punti.

Wall Street

Corre Wall Street. Il Dow Jones sale di oltre il 2%, il Nasdaq avanza del 4,5% mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso di circa il 3,5%.

Il drammatico lunedì nero

I mercati asiatici

Le Borse cinesi bruciano i rialzi promettenti segnati in avvio di seduta chiudendo gli scambi in calo: l'indice Composite di Shanghai cede lo 0,34%, a 2.779,64 punti, mentre quello di Shenzhen perde lo 0,43%, a 1.704,74. Chiusura in rialzo per la Borsa di Sydney che ha guadagnato il 6 per cento. Dopo 4 sedute negative Tokyo riesce a resistere: al termine delle contrattazioni l'indice Nikkei dei titoli guida ha chiuso a +0,06% a 17.011,53 punti mentre il piu' ampio indice Topix e' riuscito a guadagnare il 2,6% a 21.268,46 punti. Nelle Filippine Manila ha sospeso le contrattazioni. Seul cede per la quointa seduta consecutiva: l'indice Kospiperde 42,42 punti, a 1.672,44 (-2,47%), ai minimi dal 5 ottobre.

La Ue vara piano per gli aiuti di Stato

La Ue vara lo schema degli aiuti di Stato alle imprese. "Il nuovo quadro temporaneo consentirà agli Stati membri di istituire sovvenzioni dirette (o vantaggi fiscali) fino a 500mila euro a società, fornire garanzie statali agevolate sui prestiti bancari, consentire prestiti pubblici e privati con tassi di interesse agevolati". Così la Commissione europea in una nota, dedicata alle misure per far fronte ai danni economici causati dall'emergenza del coronavirus, specialmente per quanto riguarda le piccole e medie imprese.

Le aziende chiudono

La Volkswagen ha annunciato la chiusura "imminente" della "la maggior parte" delle sue fabbriche in Europa per "due o tre settimane". Airbus sospende quattro giorni di produzione in Francia e Spagna. Anche Yamaha Motor Europe ha deciso di prendere provvedimenti contro l'epidemia di coronavirus chiudendo gli stabilimenti francesi e italiani. Ikea chiuderà tutti i suoi 53 negozi in Germania.

Stime al ribasso

Moody's ha tagliato le stime di crescita per il Sud Est asiatico. La stima per la crescita 2020 cinese è pari al 4,8%. Goldman Sachs vede "una chiara recessione all'orizzonte" e taglia le stime precedenti sul Pil per il 2020. Per l'Italia la valutazione pre-virus era di un Pil in crescita dello 0,2% mentre ora si stima un crollo del 3,4%, il peggiore fra tutte le grandi economie europee. Per l'Eurozona si passa da +1,0% a -1,7%, per la Germania da +0,9% a -1,9% (la più colpita dopo l'Italia). Leggermente meglio la stima per la Francia, anche se qui di passa da +1,1% pre-virus a - 0,9%. Male anche la Spagna che,
anziche' crescere dell'1,8% viene vista in calo dell'1,3%. Per il 2021 invece viene stimato un netto rimbalzo con l'Italia in ripresa a +3,5%, stessa crescita dell'Eurozona. Per la Germania Goldman Sachs vede un +3,6%, per la Francia +3,0% e per la Spagna addirittura +4,3%. Il Pil della Cina scenderà del 9% nel I trimestre del 2019 su base annua. "La recessione globale è già qui". Lo scrivono in un report gli economisti di Standard & Poor's,
secondo cui la stretta ai contatti fra individui e ai movimenti delle persone comporteranno, come in Cina, anche in Usa ed Europa un "collasso della domanda" con crescita globale che si fermerà all'1, massimo 1,5%, livelli da recessione. Una recessione globale nel 2020 è lo scenario di base: i danni dal coronavirus e dalla stretta delle condizioni finanziarie «causeranno uno shock materiale all'economia globale». Lo afferma il capo economista di Morgan Stanley.