Saldi: alcune persone davanti alle vestrine di di un negozio di scarpe (Quartieri)
Saldi: alcune persone davanti alle vestrine di di un negozio di scarpe (Quartieri)

Roma, 7 febbraio 2015 - Il commercio reagisce alla crisi e, nella seconda parte del 2014, si iniziano a cogliere i primi segnali di ripresa, soprattutto dal punto di vista occupazionale. Secondo le stime di Confesercenti, nel secondo semestre dell'anno il commercio ha registrato un aumento di oltre 57mila occupati. Di questi circa 31mila hanno trovato posto in un'attività gestita da imprenditori stranieri protagonisti di un vero e proprio boom: le imprese del commercio guidate da un cittadino extracomunitario nel 2014 sono ormai più di 136mila, di cui oltre 93mila nel solo commercio ambulante. In questo settore gli imprenditori stranieri arrivano a costituire la metà del totale. 

Complessivamente, nel 2014 il commercio vede rallentare le chiusure di attività, mentre per alcuni comparti si registra il ritorno alla crescita del numero di imprese: soprattutto nel commercio ambulante (+5.455 imprese) e nel commercio al dettaglio in sede fissa di prodotti moda (+7.019), alimentari (+580) e di informatica (+314). Continua invece la crisi del dettaglio fisso di prodotti alimentari non specializzati (-6.238) e delle edicole (-824). 

"La fase peggiore della crisi del commercio - spiega Massimo Vivoli, vice presidente vicario Confesercenti - parrebbe essere superata". "Nel 2014 - aggiunge si scorgono segnali positivi, e il 2015 potrebbe finalmente essere l'anno della ripresa. Si tratta però di una ripresa ancora da consolidare: serve una politica fiscale meno punitiva sui consumi, a partire dalla sterilizzazione del possibile aumento dell'Iva previsto dalla clausola di salvaguardia della legge di stabilità. Ma servono anche interventi per sbloccare il credito alle imprese e frenare la deriva della deflazione, che potrebbe gelare sul nascere la possibile ripresa".

"Le prospettive future per il settore non sono comunque facili - aggiunge il segretagio generale Mauro Bussoni - sopravvivrà solo l'impresa che saprà cogliere i mutamenti del mercato interno e l'influenza dei progressi tecnologici sui nostri settori. Gli imprenditori però, dovranno avere requisiti culturali e conoscitivi di cui oggi, la stragrande maggioranza non dispone".

BOSCHI - "Ci sono i primi segnali di ripresa, vediamo dai dati che cresce l'occupazione, anche se purtroppo ancora troppo lentamente, e ci sono segnali di crescita del mercato interno. Sono segnali ancora insufficienti ma siamo sulla buona strada, l'Italia si è rimessa in moto", ha detto il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, intervenendo a Prato alla consegna dei premi Santo Stefano assegnati a tre aziende virtuose. "Occorre lavorare insieme - ha aggiunto - perchè solo lavorando insieme e remando tutti nella stessa direzione si esce dalla crisi. C'è a volte la sensazione che lo Stato voglia ostacolare lavoratori e imprenditori, invece gli imprenditori non sono un oggetto strano da guardare con diffidenza. Il governo vede gli imprenditori come una risorsa importante da accompagnare per uscire insieme dalla crisi", ha ribadito.