CassaColf è lo strumento costituito dai sottoscrittori del contratto collettivo nazionale del lavoro domestico
CassaColf è lo strumento costituito dai sottoscrittori del contratto collettivo nazionale del lavoro domestico
di Claudia Marin I datori di lavoro domestici non autosufficienti possono contare su un rimborso di 300 euro mensili, fino a 3.600 euro l’anno, per compensare in parte le spese per remunerare colf e badanti. Altri 300 euro di contributi sono previsti per l’assunzione di un sostituto in caso di maternità dell’assistente familiare titolare. Sono queste le principali prestazioni innovative introdotte dal primo luglio scorso da CassaColf per gli iscritti alla struttura di assistenza sanitaria e di welfare integrativo costituita da Fidaldo (Nuova Collaborazione, Assindatcolf, Adld, Adlc), Domina, Filcams-Cgil,...

di Claudia Marin

I datori di lavoro domestici non autosufficienti possono contare su un rimborso di 300 euro mensili, fino a 3.600 euro l’anno, per compensare in parte le spese per remunerare colf e badanti. Altri 300 euro di contributi sono previsti per l’assunzione di un sostituto in caso di maternità dell’assistente familiare titolare.

Sono queste le principali prestazioni innovative introdotte dal primo luglio scorso da CassaColf per gli iscritti alla struttura di assistenza sanitaria e di welfare integrativo costituita da Fidaldo (Nuova Collaborazione, Assindatcolf, Adld, Adlc), Domina, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, UILTuCS e Federcolf. Un pacchetto di aiuti che si somma alle prestazioni e ai servizi erogati dalla cassa ai lavoratori domestici ai quali si applica il contratto collettivo della categoria rinnovato l’8 settembre 2020 e sottoscritto da tutte le parti sociali del settore più rappresentative. E, dunque, la platea dei destinatari comprende, potenzialmente, tutti i datori e i lavoratori contrattualmente in regola anche con il versamento (obbligatorio) dei contributi fissati dall’accordo collettivo.

"Dallo scorso 1° luglio è operativo il nuovo regolamento di CassaColf – spiega il presidente Mauro Munari – che introduce importanti aiuti rivolti ai datori di lavoro domestico: quelli più fragili che si trovano a fare i conti con una condizione permanente di non autosufficienza e quelli che, in caso di maternità dell’assistente familiare, devono ricorrere a un sostituto e lo fanno con regolare contratto. Un incentivo a chi sceglie la strada della regolarità". Un segnale per una platea di lavoratori e per le famiglie che usufruiscono del loro lavoro, ma "ora è tempo – continua il vice presidente Alessandro Lupi – che anche il governo faccia la sua parte portando avanti la riforma del welfare".

Nel dettaglio, il rimborso in caso di non autosufficienza permanente e certificata ammonta a 300 euro al mese per un massimo di 12 mesi consecutivi, per un totale di 3.600 euro, mentre quello per l’assunzione di un sostituto in caso di maternità del titolare assistente familiare ammonta a 300 euro, una tantum, per ogni lavoratore assunto in sostituzione. In entrambi i casi il richiedente dovrà vantare almeno 1 anno di contribuzione continuativa alla Cassa.

Prorogato fino al 31 ottobre 2021 il pacchetto di prestazioni Covid per gli assistenti familiari in caso di positività: dall’indennità giornaliera da 100 euro per un massimo di 50 giorni l’anno in caso di ricovero in strutture ospedaliere; a quella giornaliera da 30 euro per un massimo di 10 giorni l’anno in caso di isolamento domiciliare a prescindere dal ricovero ospedaliero; dall’indennità giornaliera per i figli a carico, di 40 euro, per un massimo di 14 giorni; ai rimborsi fino a 200 euro per l’acquisto di materiale sanitario e fino a 100 euro per visite domiciliari di personale medico o infermieristico. In caso di quarantena o isolamento domiciliare, si prevede un’indennità giornaliera di 40 euro per un massimo di 14 giorni l’anno, con un rimborso fino a 200 euro per i figli minori a carico e conviventi.