I rincari entrati in vigore a luglio sono legati. alla ripresa da post-Covid e da altre dinamiche di mercato
I rincari entrati in vigore a luglio sono legati. alla ripresa da post-Covid e da altre dinamiche di mercato
Pietra angolare del pacchetto "Fit for 55", presentato ieri a Bruxelles, è la revisione del mercato del carbonio europeo (Emissions Trading System), che viene ricalibrato sui nuovi obiettivi climatici, ma anche allargato ad altri settori e dotato di un "gemello" riservato ai trasporti su strada e ai consumi degli edifici. Il vicepresidente della Commissione Frans Timmermans ha sottolineato la...

Pietra angolare del pacchetto "Fit for 55", presentato ieri a Bruxelles, è la revisione del mercato del carbonio europeo (Emissions Trading System), che viene ricalibrato sui nuovi obiettivi climatici, ma anche allargato ad altri settori e dotato di un "gemello" riservato ai trasporti su strada e ai consumi degli edifici. Il vicepresidente della Commissione Frans Timmermans ha sottolineato la concretezza di questo provvedimento: "Stiamo mettendo un prezzo al carbonio, così che le persone siano incentivate a cambiare. E stiamo mettendo un premio per chi decarbonizza". In pratica, si tratta di una stretta importante per tutti i settori industriali, in primis per quello energetico.

In previsione di questa stretta, le quotazioni dei permessi per le emissioni di anidride carbonica sono balzate ai massimi storici, oltre 50 euro la tonnellata, con un raddoppio secco dalla fine dell’anno scorso e saliranno ancora, verso i 100 euro a tonnellata entro il 2030. Il rally dei prezzi sta mettendo sotto pressione le industrie più energivore e i consumatori europei hanno già cominciato a pagarlo, perché le quotazioni della CO2 incidono sulle bollette. I rincari entrati in vigore a luglio dipendono dall’aumento del prezzo del gas legato alla ripresa, ma anche da dinamiche di mercato, legate alle attese che il prezzo della CO2 emessa dalla generazione elettrica a gas e dall’uso del gas nelle case farà costare sempre di più la componente fossile del mix energetico che tutti paghiamo in bolletta.

In Italia le ricadute sono pesanti e comporteranno ulteriori aumenti. Il rischio, sottolineato da Pascal Canfin (presidente Commissione Ambiente dell’Europarlamento), è che applicare il principio "chi inquina paga" ai combustibili fossili inneschi proteste sociali come quelle dei gilet gialli. Ecco perché l’Europa ha previsto la creazione di un fondo sociale finanziato con parte dei ricavi del mercato Ets per compensare i costi della transizione energetica, che sennò peserebbero sulle fasce più deboli della popolazione.

Elena Comelli