di Davide Gaeta

L’impatto drammatico del Coronavirus sulla nostra economia richiede una serie di misure straordinarie che la Commissione Europea deve mettere in campo. Di seguito un breve riassunto sperando che non sia il libro dei sogni. La prima misura riguarda la flessibilità nell’utilizzo degli strumenti finanziari per lo sviluppo rurale. Gli agricoltori potranno avere accesso a prestiti o garanzie a copertura dei costi per un importo massimo di 200.000 euro con tassi d’interesse molto bassi. Una seconda misura temporanea consentirebbe ai paesi dell’Ue che dispongono di fondi restanti per lo sviluppo rurale di utilizzarli nel corso del 2020 a favore degli agricoltori. I paesi dell’Ue possono mettere a disposizione un sostegno fino a 5.000 euro per agricoltore e fino a 50.000 euro per le piccole imprese. Inoltre per incrementare il flusso di cassa degli agricoltori, la Commissione aumenterà gli anticipi sui sostegni al reddito della politica agricola comune (Pac) (dal 50% al 70%) e per lo sviluppo rurale (dal 75% all’85%). È prevista infine una deroga per gli aiuti di Stato; gli agricoltori possono ora beneficiare di un aiuto massimo di 100.000 euro per azienda agricola e di 800.000 euro per le imprese di trasformazione di prodotti alimentari. Tale importo può essere integrato da un aiuto ‘de minimis’: si tratta di un tipo di sostegno nazionale specifico per il settore agricolo che può essere concesso senza la preventiva approvazione della Commissione con un tetto massimo di 20.000 euro. Infine per stabilizzare il mercato riducendo temporaneamente l’offerta disponibile, la Commissione concederà aiuti all’ammasso privato per diverse filiere del sistema agro-alimentare. Basterà? La sensazione è che si tratti di spiccioli. davide.gaeta@univr.it