Non sono le azioni, né i bond, l’oro o il mattone, i vincitori della gara del migliore e più redditizio investimento del 2020. A primeggiare, con distacchi siderali, nella classifica delle performance dell’anno segnato dalla pandemia, è stato il Bitcoin. La principale criptovaluta, creata nel 2009 da Satoshi Nakamoto, pseudonimo dell’anonimo inventore, che ha vissuto in particolare una fine 2020 e un inizio 2021 sugli scudi. Infrangendo record dopo record. E se il rialzo dello scorso anno è stato del 270% (con un più 210% per l’intero paniere delle criptovalute) in questi primi giorni del 2021 è arrivato a sfiorare, con un massimo fino a 40mila dollari, un aumento del 344%, per poi ridiscendere in area 37mila. Comunque circa il 600% in più rispetto al minimo di 5632 dollari del 13 marzo 2020 – quando era esplosa la pandemia che aveva fatto tracollare i mercati - e con una performance strabiliante in cinque anni se si pensa che a dicembre 2015 valeva solo 450 dollari. La corsa del Bitcoin – che capitalizza nel mondo circa 300 miliardi di dollari – ha trascinato al rialzo anche le "sorelle" minori (Ripple, Litecoin, Ethereum) risvegliando l’interesse sulle criptovalute ripartito a dicembre con la notizia che Coinbase, una delle maggiori piattaforme di scambio il cui valore è stimato in circa 8 miliardi di dollari, stava preparando lo sbarco a Wall Street.

Il segnale di un’attenzione sempre più forte del mondo della finanza verso i Bitcoin è confermata dall’aumento in Italia di istituti (come Banca Sella, Hype e Banca Generali) che offrono questa possibilità di investimento anche attraverso la piattaforma Conio che fa da intermediario tra gli utenti finali e gli exchanger (i cambiavalute online). Conio è il primo wallet italiano per l’acquisto di Bitcoin tramite app su smartphone e, oltre al recente accordo con Banca Generali, nel 2020 ha stretto diverse partnership con altri operatori del settore finanziario, tra cui Nexi e Hype. Segno di un crescente interesse del mondo della finanza e degli investitori istituzionali verso le criptovalute, non più considerate solo uno strumento altamente rischioso e speculativo. E anche accusato di essere utilizzato per transazioni illegali. Denuncia ribadita recentemente dalla presidente della Bce, Christine Lagarde, che ha chiesto un sistema mondiale di regolamentazione per i Bitcoin, finora estranei alla vigilanza delle autorità monetarie, sottolineando come la criptovaluta sia un asset "altamente speculativo, che ha portato ad alcuni business divertenti ma anche ad attività criminali come il riciclaggio di denaro".