Venerdì 14 Giugno 2024
MADDALENA DE FRANCHIS
Economia

La bici italiana corre a due velocità: i dati del mercato delle due ruote

Il 2023 ha evidenziato un netto calo nei ricavi, fermi a 1,7 miliardi di euro, almeno 150 milioni in meno rispetto al 2022

Frena il mercato della bicicletta: ricavi in calo nel 2023 (iStock)

Frena il mercato della bicicletta: ricavi in calo nel 2023 (iStock)

Roma, 19 maggio 2024 – Il 2023 si è rivelato un anno in salita per la bicicletta made in Italy, ma il rallentamento della performance non desta, per ora, preoccupazione tra gli operatori del settore. Si può riassumere così l’esito del Bike business forum, tenutosi qualche giorno fa a Torino, a margine della grande partenza del Giro d’Italia edizione 107: all’incontro sono stati resi noti i numeri del mercato italiano delle bici, sia muscolari che a pedalata assistita. Numeri che hanno registrato un netto calo, almeno nei ricavi, fermi a 1,7 miliardi di euro: parliamo di almeno 150 milioni in meno rispetto al 2022.

Le motivazioni del calo

Secondo Carmelo Carbotti, responsabile dell’ufficio studi di Banca Ifis e curatore del rapporto presentato a Torino, la frenata sul mercato domestico era nell’aria, poiché si arrivava da due anni di crescita a doppia cifra, trainata sia dagli incentivi post-Covid varati dal governo, sia dalla voglia di praticare sport all’aria aperta dopo l’immobilismo forzato del lockdown. A ciò si aggiunge il peso dei rincari generalizzati causati dalla spinta inflazionistica, che hanno scoraggiato acquisti ritenuti non strettamente necessari. Al contempo, tuttavia, i prodotti di gamma alta e altissima non hanno risentito della crisi, avendo trovato sbocco in nuovi mercati. L’industria della bici made in Italy produce, infatti, due milioni di pezzi all’anno: oltre la metà è destinata all’export. Ecco perché, pur in un anno complicato, l'industria nazionale della bici ha saputo generare un ritorno sul capitale pari al 9%. 

Il best-seller? La Colnago di Tadej Pogacar

Se alcune aziende si trovano ora a far fronte al problema delle eccedenze di magazzino, altre, letteralmente, volano: l’esempio lampante di questa pedalata a due velocità è quello di Colnago, storico brand delle due ruote con sede a Cambiago. L’azienda, che fornisce uno dei team al momento più forti al mondo, l’Uae Emirates di Tadej Pogacar (ciclista sloveno attualmente ‘maglia rosa’ e probabile vincitore del Giro), ha chiuso il fatturato 2023 con un lusinghiero +33,5%, a quota 55,7 milioni di euro. Dal 2020, il fatturato di Colnago è triplicato: 'tutti vogliono essere Tadej', sebbene il campione sia imprendibile anche per i suoi colleghi più quotati. A proposito del Giro, il 77% delle squadre partecipanti ha scelto bici e componenti made in Italy: oltre all’Uae, c’è, ad esempio, il team francese Arkea-B&B Hotels, che si è dotato di una flotta italiana, con bici Bianchi, sellini del marchio Selle Italia (con sede nel Trevigiano) e pneumatici Vittoria Tires (con sede a Brembate).

Continua l'ascesa delle e-bike

L’e-bike si è stabilizzata a una quota di mercato del 15% (era l’1% nel 2017): anche questo tipo di bici - prediletto sia da chi vuole spostarsi in città, sia da chi pratica il cicloturismo in modalità ‘slow’, senza fare troppa fatica – è destinato prevalentemente al mercato estero. Sebbene diverse regioni promuovano incentivi all’acquisto di bici elettriche per la mobilità urbana, i prezzi di questi mezzi sono ancora ritenuti mediamente elevati per un consumatore-tipo italiano. All’estero, i marchi storici del made in Italy – da Bianchi a De Rosa, da Colnago a Pinarello – sono ancora considerati iconici, sinonimo di eccellenza e prestigio: il rating dei prodotti italiani, attribuito dai clienti internazionali, è – in una scala da 1 a 5 – di 4,6 per le bici muscolari e di 4,5 per le bici elettriche.