Lunedì 20 Maggio 2024

Stellantis, parte la joint venture con Leapmotor: le auto cinesi in vendita da settembre in Italia

L’export riguarderà nove Paesi europei. Fiom-Cgil: “Assemblaggio sia fatto qui”. Urso: “L’Ue difenderà le sue produzioni da Pechino”

Carlos Tavares, amministratore delegato di Stellantis (Ansa)

Carlos Tavares, amministratore delegato di Stellantis (Ansa)

Torino, 14 maggio 2024 – Da settembre i veicoli della cinese Leapmotor saranno venduti in Italia. Lo ha annunciato l'amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares, spiegando che l'accordo vincolante stretto, a ottobre del 2023, con il partner di Hangzhou (specializzato in auto elettriche) è entrato "nella fase operativa". L'export riguarderà nove Paesi europei (oltre all'Italia, Belgio, Francia, Spagna, Portogallo, Olanda, Germania, Grecia e Romania) e conterà su una rete di 200 concessionarie Stellantis e You, che diventeranno 500 entro il 2026, ha detto ancora Tavares nel corso di una conferenza stampa.

"Sfruttando la nostra attuale presenza globale saremo presto in grado di offrire ai nostri clienti veicoli elettrici dal prezzo competitivo e tecnologicamente all'avanguardia, capaci di superare le aspettative – ha aggiunto –. Grazie alla guida di Tianshu Xin, Leapmotor International ha messo a punto un'ambiziosa strategia commerciale e industriale con cui potenziare rapidamente i canali di distribuzione e sostenere la crescita di Leapmotor, creando valore per entrambi i partner coinvolti".

I modelli in vendita

"Stiamo finendo di omologare i veicoli contiamo di iniziare a settembre 2024. Dopo l'Europa nel quarto trimestre toccherà a Sud America in Brasile e Cile e a seguire Medio Oriente e Africa e infine India e Asia Pacifica", ha aggiunto, sottolineando che la strategia prodotto prevede "6 modelli al 2027".

I primi modelli Leapmotor prodotti in Europa con Stellantis saranno due suv: la "C01 del segmento D e la T03 dello stesso segmento della Fiat 500". "Sono macchine di qualità a prezzi accessibili. A seguire è in programmo il lancio di altri 4 modelli fra cui nel 2025 la A12 nel segmento C e nel 2026 la T05 del segmento B-suv", ha detto ancora Tavares.

Dove sarà la produzione

Non ancora definito dove verranno prodotti i veicoli. "Con Leapmotor valuteremo caso per caso se esportare dalla Cina o usare gli stabilimenti produttivi di Stellantis nelle varie regioni", ha chiarito l'amministratore delegato di Stellantis. "Stiamo creando delle 'bolle' in ogni regione e mercato in cui porteremo i veicoli di Leapomotor, faremo poi valutazioni Paese per Paese. La cosa importante è sottolineare che siamo in grado di affrontare ogni tipo di scenario e ci regoleremo in modo flessibile in ogni regione, prendendo decisioni differenti a seconda dei vari Paesi e delle necessità di ciascun mercato", ha detto Tavares. L'obiettivo è "procedere in modo pragmatico".

La joint venture tra Stellantis e Leapmotor

Stellantis e Leapmotor hanno dichiarato che entrambe hanno ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie per costituire la società Leapmotor International B.V., una joint venture in quote 51/49 guidata da Stellantis. A ottobre 2023 era stato annunciato l'investimento da parte di Stellantis di circa 1,5 miliardi di euro in Leapmotor, per l'acquisizione di circa il 21% delle quote dell'azienda automobilistica classificata nel 2023 tra le prime 3 startup cinesi di veicoli elettrici. L'accordo prevedeva anche la costituzione di Leapmotor International, con diritti esclusivi per l'esportazione e la vendita, nonché la fabbricazione dei prodotti Leapmotor al di fuori della "Grande Cina".

La partnership mira a incrementare ulteriormente le vendite di Leapmotor in Cina, il più grande mercato automobilistico del mondo, beneficiando al contempo della consolidata presenza commerciale di Stellantis sui mercati internazionali per aumentare le vendite del brand Leapmotor in altre regioni.

Fiom: “Produzione e assemblaggio in Italia”

Intanto la Fiom-Cgil chiede "che la produzione e l'assemblaggio dei modelli Leapmotor siano realizzati negli stabilimenti Stellantis in Italia e che sia convocato il tavolo alla Presidenza del consiglio con Tavares, così come da tempo abbiamo chiesto unitariamente". Secondo il segretario nazionale Samuele Lodi, Stellantis "ha una responsabilità sociale verso le lavoratrici e i lavoratori che, a differenza degli altri Paesi, sono in cassa integrazione, e quindi è necessario un piano con nuovi modelli, che garantiscano l'occupazione anche delle aziende della filiera della componentistica". "La situazione di Stelllantis in Italia è sempre più grave e continuano a non esserci risposte per le prospettive future: per questo è necessario dare continuità alla mobilitazione unitaria di Torino, con un'iniziativa di livello nazionale", conclude il segretario nazionale Fiom-Cgil.

Urso: “In Italia serve un secondo produttore”

E sul tema è intervenuto anche il ministro del Made in Italy, Adolfo Urso. "Le affermazione di Tavares confermano le nostre analisi – dice l’esponente di governo intervenendo a 'Il giorno della Verità' –. È necessario che in Italia ci sia almeno un secondo produttore automobilistico. In Italia ce n'è solo uno che tra l'altro intende importare e vendere nella propria rete auto elettriche o comunque auto cinesi".

Il ministro si è anche augurato che Stellantis nei suoi accordi per vendere auto cinesi in Europa abbia "tenuto conto di quale sarà la prossima politica industriale europea che noi determineremo con gli altri partner, cioè una politica che tenda a tutelare la produzione europea e nazionale". "Mi auguro che ne abbiano tenuto conto, così come mi auguro che ci siano investimenti nel nostro Paese volti ad aumentare la produzione di veicoli"per arrivare ad "almeno un milione di veicoli", numeri che sarebbero "comunque insufficienti" e richiederanno "che altre case vengano a produrre nel nostro Paese".

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