Roma, 14 febbraio 2019 - VIA libera a un nuovo intervento pubblico in Alitalia. Il governo ha dato la sua disponibilità a «partecipare alla costituzione della Nuova Alitalia, tramite il Mef» e quindi a mettere altri soldi nel capitale della compagnia di bandiera, nonostante i miliardi già bruciati negli ultimi anni, «a condizione della sostenibilità del piano industriale e in conformità con la normativa europea». La decisione è stata presa in un vertice al quale hanno preso parte il premier Giuseppe Conte, il ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio e il ministro dell’Economia Giovanni Tria, proprio mentre il cda delle Ferrovie decideva di «avviare una trattativa» con Delta Air Lines e EasyJet come partner industriali nella «nuova Alitalia», dopo il ritiro di Air France-Klm, in seguito ai contrasti degli scorsi giorni fra il governo italiano e quello di Parigi. 
 
I DETTAGLI della proposta finale da inserire nell’offerta di acquisto di Alitalia dovranno essere negoziati nella trattativa tra le Fs da un lato e Delta-EasyJet dall’altro. L’offerta ai commissari della compagnia insieme al piano industriale dovrebbe essere presentata entro marzo. In base alle indiscrezioni circolate finora, Delta sarebbe disponibile ad acquisire una quota della «nuova Alitalia» del 20% ed EasyJet dovrebbe acquisire una quota dello stesso ordine di grandezza (15-20%), per sostituire il vuoto lasciato dal ritiro dei franco-olandesi. La nuova Alitalia dovrebbe avere almeno il 51% di soci pubblici italiani: Fs, il Mef con la conversione di parte del prestito statale di 900 milioni e altri soci pubblici, tra cui si parla di un veicolo riferito alla Cdp e forse alle Poste, anche se finora la società guidata da Matteo Del Fante ha sempre smentito un coinvolgimento. Per oggi è in programma l’incontro tra il ministro allo Sviluppo economico Di Maio e i sindacati, da cui forse emergerà con più chiarezza il progetto del governo.
 
L’IPOTESI Lufthansa, alternativa a quella di Delta, è stata esclusa, perché i tedeschi non accetterebbero di condividere la gestione con lo Stato italiano al 51% e comunque rileverebbero poco più di metà di Alitalia. D’altra parte Lufthansa non ha né presentato un’offerta vincolante ai commissari di Alitalia né inviato alle Fs una proposta scritta per diventare partner industriale. Ieri però, uno dei consiglieri di amministrazione di Lufthansa ha fatto notare che più il tempo passa e meno resta dell’ex compagnia di bandiera italiana. Alitalia, infatti, continua a bruciare la cassa.