di Claudia Marin Indennizzi a fondo perduto raddoppiati rispetto a quelli erogati la primavera scorsa, con un minimo di 2mila euro. Cancellata la seconda rata dell’Imu. Credito di imposta per gli affitti. Cassa integrazione automatica per altre 6 settimane (che arriveranno a 18 con la manovra), con connesso blocco dei licenziamenti. Sono questi gli assi del decreto legge "Ristori" da 4-5 miliardi che il governo varerà oggi, con l’obiettivo di far...

di Claudia Marin

Indennizzi a fondo perduto raddoppiati rispetto a quelli erogati la primavera scorsa, con un minimo di 2mila euro. Cancellata la seconda rata dell’Imu. Credito di imposta per gli affitti. Cassa integrazione automatica per altre 6 settimane (che arriveranno a 18 con la manovra), con connesso blocco dei licenziamenti. Sono questi gli assi del decreto legge "Ristori" da 4-5 miliardi che il governo varerà oggi, con l’obiettivo di far arrivare i contributi sul conto corrente, in via più o meno automatica in base al codice Ateco, a 350mila imprese entro le prime due settimane di novembre. Mentre la presidente della Commissione europea, Ursula von del Leyen, annuncia la mobilitazione di 10 miliardi di euro per l’Italia destinati agli ammortizzatori sociali.

Al ministero dell’Economia si lavora a pieno ritmo per chiudere il nuovo provvedimento entro oggi: si partirebbe da circa 4 miliardi ma le pressioni per estendere il più possibile gli aiuti e arrivare almeno a 5 miliardi sono fortissime. Discussione aperta è quella, ad esempio, se estendere il contributo a fondo perduto a categorie come quelle del settore turistico-alberghiero.

Certo è che, come hanno spiegato i vice-ministri Laura Castelli e Antonio Misiani, i ristori saranno automatici per chi ha già fatto domanda in primavera, con bonifici sul conto corrente che l’Agenzia delle Entrate dovrebbe erogare già entro metà novembre. Chi poteva ma non l’ha chiesto, o chi superava il limite di 5 milioni di fatturato, dovrà presentare apposita domanda. In base ai codici Ateco delle attività - e al grado di chiusura, per l’intera giornata o dalle 18 - si otterrà un indennizzo come minimo della stessa entità di quello già ricevuto in estate grazie al decreto Rilancio, con percentuali che andrebbero dal 100 per cento di quanto già avuto fino al doppio, al 200 per cento, per chi dovrà chiudere h24. Il nuovo tetto massimo dovrebbe essere fissato a 150mila euro. Nell’elenco ci saranno bar, pasticcerie, ristoranti costretti a chiudere alle 18, ma anche cinema, teatri, parchi divertimento, discoteche, centri sportivi, piscine. Ma si stanno valutando, appunto, anche gli alberghi e le strutture turistiche. In arrivo anche una nuova indennità una tantum per gli stagionali del turismo, spettacolo e lavoratori dello sport: 800-1000 euro.