QUALITÀ, ricerca e tecnologia, in un mondo dei macchinari agricoli nel quale, dall’immediato Dopoguerra, la Nobili di Molinella rappresenta un modello da seguire. Tanto, alla vigilia del taglio del nastro di Eima 2021, sul fronte delle macchine irroratrici, quanto su quelli delle trince e dei trattori che continuano a segnare una vicenda imprenditoriale famigliare che prosegue dal 1945. E oggi, con la terza generazione di quella famiglia Rossi che, dopo la morte del fondatore Efrem Nobili nel 1969, prese le redini del marchio, l’azienda presieduta da Mario Rossi e guidata, assieme a lui, dai figli Guido e Giancarlo (nella foto in alto) punta la barra ancora una volta verso il futuro. Già, perché dopo una pronta reazione alle sollecitazioni della pandemia (passata dall’ottemperanza alle misure di contenimento, dalla redistribuzione degli spazi di lavoro e da un ritorno al lavoro in cui...

QUALITÀ, ricerca e tecnologia, in un mondo dei macchinari agricoli nel quale, dall’immediato Dopoguerra, la Nobili di Molinella rappresenta un modello da seguire. Tanto, alla vigilia del taglio del nastro di Eima 2021, sul fronte delle macchine irroratrici, quanto su quelli delle trince e dei trattori che continuano a segnare una vicenda imprenditoriale famigliare che prosegue dal 1945. E oggi, con la terza generazione di quella famiglia Rossi che, dopo la morte del fondatore Efrem Nobili nel 1969, prese le redini del marchio, l’azienda presieduta da Mario Rossi e guidata, assieme a lui, dai figli Guido e Giancarlo (nella foto in alto) punta la barra ancora una volta verso il futuro. Già, perché dopo una pronta reazione alle sollecitazioni della pandemia (passata dall’ottemperanza alle misure di contenimento, dalla redistribuzione degli spazi di lavoro e da un ritorno al lavoro in cui gli hub vaccinali interni hanno permesso di dotare ogni dipendente di Green Pass), ora Nobili è sta tornando a pieno regime.

Al netto della (comunque contenuta) flessione registrata nel 2020, infatti, la società bolognese, lo scorso agosto, aveva già coperto i ricavi dell’anno passato, con previsioni al 31 dicembre che parlano di 28 milioni di fatturato, che valgono un +20% anno su anno, un valore record e un premio di risultato ai dipendenti coinciso con il rinnovo del contratto aziendale. Questo, nonostante i rincari delle materie prime e le difficoltà di approvvigionamento dei pezzi, in ragione non solo delle buone prestazioni del mercato italiano (che storicamente pesa per 15 dei ricavi e che è stato trainato anche dal ribasso generale dei prezzi), ma pure per gli effetti delle previdenti strategie interne in tema di innovazione produttiva e gestionale. Dal potenziamento degli strumenti informatici, sulla scia dei bisogni dello smart working, fino alla digitalizzazione di training formativi, teleassistenze e presentazioni di prodotto, passando una galassia ‘Ricerca e Sviluppo’ nella quale l’azienda investe, annualmente, il 2% del proprio fatturato. Una spesa, questa, che serve innanzitutto a trovare soluzioni tecnologiche per ovviare alla mancanza di manodopera in agricoltura, tra progetti di elettrificazione e robotica e un rapporto con il futuro che non prescinde, e anzi poggia, sul concetto di sostenibilità ambientale. E, fatto non secondario, pure sul fronte dell’organizzazione dei suoi magazzini, due dei quali, grazie al sistema di automazione verticale Modula, sono da poco stati alleggeriti di 280 contenitori (corrispondenti a 97 m2), ottimizzando così gli spazi dell’area di preparazione dei pezzi di ricambio e riducendo i tempi di raccolta dei componenti.

Sullo stesso sfondo di affidabilità e attenzione al nuovo, dunque, si inserirà la presenza di Nobili sotto i padiglioni di BolognaFiere, che tra l’altro punterà, vista l’impossibilità di molti operatori stranieri di esserci, su un piano di riprese video che permetteranno di arrivare anche a chi non potrà partecipare all’evento. Tenendo presente, a proposito di esteri, che Nobili, pur radicata in una provincia di Bologna che ospita i 50mila metri quadrati della sua storica sede (nella foto in basso), sviluppa fuori dai confini dell’Italia l’80% del proprio fatturato, essendo presente in molti dei più floridi mercati del mondo (come gli Stati Uniti, il Giappone, l’Iran, la Francia e l’Australia) fin dai lontani anni ‘70. A partire dai tempi dell’ingresso in azienda dell’attuale famiglia dirigente, infatti, al piccolo esercito emiliano che ora conta 88 dipendenti e lavora quotidianamente, sul territorio, con un centinaio di terzisti, Nobili ha saputo tessere una parallela rete capillare di collaborazioni internazionali, facendo conoscere al mondo un catalogo di prodotti in costante aggiornamento. I cui pezzi forti, ovviamente, sono i 149 modelli di trince (dagli 1 agli oltre 8 metri di ampiezza) disponibili in 328 versioni e i 138 modelli di macchine irroratrici (da 200 a 4mila litri di capacità) declinabili in 245 versioni, oltre a una galassia di elevatori (dai 15 ai 20 quintali di portanza) che di modelli differenti ne conta 7. Altrettanto numerose, poi, saranno anche le novità messe in mostra tra gli stand di Eima, sia sul comparto trincia (la soluzione elettronica NMI 4.0 o trincia per sarmenti di potatura BV-BVL-BVR serie 1000), sia sugli atomizzatori (come il rinnovato sistema elettrostatico, la nuova gamma GEO 3000 e la nuova famiglia di gruppi ventola HF).

Lorenzo Pedrini