Manifestazione per lavoro a rischio
Manifestazione per lavoro a rischio

Roma, 1 dicembre 2021 - Un emendamento al decreto fiscale, proposto dai grillini ma votato anche da Pd e Leu, rischia di far saltare i contratti a tempo indeterminato di 100mila lavoratori assunti dalle Agenzie per il lavoro. A lanciare l’allarme sono sia i vertici dell’Associazione del settore (Assolavoro), che, con il Presidente Alessandro Ramazza, chiedono una "correzione immediata" della norma, sia le segreterie nazionali dei sindacati delle categorie interessate di Cgil, Cisl e Uil, che parlano di "soluzione inaccettabile" e di "licenziamenti di Stato".

Alla fine di una confusa maratona parlamentare, la notte scorsa, le Commissioni Lavoro e Finanze di Palazzo Madama, nel corso dell’esame del cosiddetto decreto fiscale, hanno approvato, con in voti di Pd e Leu, un emendamento dei 5 Stelle che mette nuovamente in pericolo gli assunti in somministrazione a tempo indeterminato, che complessivamente superano le 100mila persone.

Il blitz notturno fa sì che venga fissato al 30 settembre 2022 il limite temporale di impiego (oltre i 24 mesi) dei lavoratori assunti in pianta stabile dalle Agenzie e inviati in missione a termine. Si ripropone, dunque, quanto già scongiurato con la legge di conversione del "Decreto agosto 2020" che, nel medesimo caso, introduceva il limite del 31 dicembre 2021. Solo che, a fronte della denuncia di Assolavoro e delle organizzazioni sindacali di settore, il governo ha fatto eliminare ogni vincolo temporale proprio nel decreto fiscale. Ora, però, in Parlamento è accaduto il contrario e siamo è punto e a capo.

"Siamo molto preoccupati - sottolinea Ramazza, Presidente di Assolavoro, che rappresenta oltre l’85% del settore - sia per i nostri lavoratori assunti a tempo indeterminato (oltre 100mila, su oltre 500mila impiegati mediamente per mese) sia per questo modo sconclusionato ed irragionevole di procedere. In pochi mesi il quadro normativo viene nuovamente mutato senza ragione, con una scelta che penalizza tutti. È davvero arduo rinvenire una ragione in tutto ciò se si esclude l’aprioristica avversione di taluni per il sistema delle imprese e la flessibilità negoziata qual è la somministrazione di lavoro, ovvero l’unico istituto che garantisce tutti i diritti, le tutele e la retribuzione tipiche del lavoro dipendente, oltre a numerose prestazioni aggiuntive in tema di welfare e formazione". 

Altrettanto duri i dirigenti sindacali di FeLSA CISL NIdiL CGIL UILTemp: "La cosa è incomprensibile da ogni punto di vista e inaccettabile. Si stabilisce infatti un nuovo termine per coloro che sono stati assunti a tempo indeterminato dalle agenzie mettendo così a rischio la continuità occupazionale di circa 100mila lavoratori. L’effetto concreto dell’emendamento rischia di essere quello della sostituzione dei 100.000 lavoratori a tempo indeterminato con altri 100.000 a termine, mentre - al contrario - sarebbero necessarie norme che, favorendo la continuità occupazionale e la stabilizzazione, impediscano il turn over". 

Il pericolo è anche quello di disperdere un patrimonio di professionalità. "In assenza di un ripensamento – insiste Ramazza - si pone a rischio una vastissima platea di lavoratori assunti a tempo indeterminato, si determina la necessità di disperdere tante professionalità formate e con esperienza sul campo, dando corso a un turn over che non giova a nessuno. E, dunque, a fronte di questo modo insensato di procedere ci appelliamo in ultima istanza al Primo Ministro, Mario Draghi, pur consapevoli del fatto che la responsabilità di quanto avvenuto risiede in primo luogo in capo a quelle forze parlamentari che hanno prima proposto questa scempiaggine e poi l'hanno votata, insieme ad altri. Occorre un intervento ad horas per restituire serenità ai lavoratori e certezza al quadro normativo". 

Ugualmente netta la conclusione del sindacato: "Chiediamo di intervenire urgentemente in materia ripristinando il testo originario. E’ vergognoso che, per compromessi al ribasso all’interno della maggioranza di governo, si tengano in ostaggio decine di migliaia di lavoratori con balletti incomprensibili di date e rinvii. Stiamo valutando ogni forma di lotta a sostegno di lavoratrici e lavoratori e per difendere il diritto al lavoro".