Roma, 16 gennaio 2019 - Dopo la pioggia di polemiche si passa alle vie legali. La Camera Penale di Roma è pronta a presentare un esposto sul video pubblicato dal ministro Alfonso Bonafede sull'arrivo di Cesare Battisti in Italia. Un filmato - postato sulla sua pagina Facebook - che racconta "un giorno che non dimenticheremo", scrive il ministro, e che contiene le immagini del rientro dell'ex terrorista rosso: dall'atterraggio a Ciampino, al fotosegnalamento in questura, alla procedura del rilevamento delle impronte digitali. 

CSM - Il video ha sollevato subito un vespaio di critiche, che denunciano una violazione dei diritti del detenuto ma non solo. Il vice presidente del Csm, David Ermini, pur parlando a titolo personale, ha detto la sua: "Io non l'avrei fatto". I membri togati di Area al Csm hanno preso posizione in una nota. Quanto successo all'aeroporto - l'arrivo di un condannato che diventa evento pubblico con i ministri Salvini e Bonafede a presenziare - e la scelta di "farne addirittura un video", secondo i magistrati,  "esprime tristemente un'idea primitiva di 'giustiza, indifferente al rispetto della dignità umana". 

Il Garante: "Video va rimosso"

IL GARANTE - Il Garante per i detenuti, Mauro Palma, ricorda che la legge prescrive "le opportune cautele per proteggere dalla curiosità del pubblico e da ogni specie di pubblicità". Auspica anche che "si provvederà a rimuovere" il video, pubblicato anche "sulla rivista online ministeriale". Infine condanna l'uso di certe frasi come "marcire in galera", pronunciata da Salvini, "che puntano ad acquisire consenso attraverso un linguaggio estraneo a quello della Costituzione". 

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Vaticano: "Chi sbaglia merita comunque rispetto"

Un appello a garantire il rispetto della persona è arrivato anche dal Vaticano. "In Italia abbiamo una cultura giuridica di primo grado, non possiamo risvegliare nella gente certi istinti forcaioli", ha detto il Prefetto della Congregazione delle cause dei santi, il cardinale Angelo Becciu. "Chi sbaglia - ha aggiunto - merita la condanna, la deve espiare ma come persona merita rispetto". Becciu ha aggiunto di aver "sofferto" quando ha visto le immagini del rientro di Battisti.

Un agente si copre il volto

Da sinistra si levano voci di condanna. La vicepresidente Pd del Senato Anna Rossomando ha depositato un'interrogazione in cui si chiede se gli stessi agenti penitenziari ripresi nel video non siano ora "esposti a rischi per la loro sicurezza e incolumità". Nel video c'è infatti un agente che si copre il volto. Per Alfredo Bazoli, capogruppo dem in commissione Giustizia della Camera, "il video riporta al Medioevo". L'ex sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Ferri parla di "una strumentalizzazione grossolana". Roberto Speranza (Mdp) chiede le dimissioni del ministro mentre Matteo Renzi attacca: "Questo  è il nostro ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. Vuole emulare Salvini e posa con la divisa della penitenziaria: ha la faccia soddisfatta come un fratellino piccolo cui hanno regalato lo stesso giocattolo del più grande". La deputata Alessia Morani annuncia un esposto.

"Proteggere i detenuti dalla curiosità del pubblico"

L'ESPOSTO DELLA CAMERA PENALE - E l'esposto in procura è la via intrapresa anche dalla Camera penale di Roma. Il sindacato dei penalisti aveva già stigmatizzato in una nota che "quanto accaduto in occasione dell'arrivo a Ciampino è una pagina tra le più vergognose e grottesche della nostra storia repubblicana. È semplicemente inconcepibile che due Ministri del Governo di un Paese civile abbiano ritenuto di poter fare dell'arrivo in aeroporto di un detenuto, pur latitante da 37 anni e finalmente assicurato alla giustizia del suo Paese, una occasione, cinica e sguaiata, di autopromozione propagandistica". Per la Camera penale, presieduta da Cesare Placanica, la pubblicazione del video da parte del ministro Bonafede, violerebbe le norme che vietano la pubblicazione di detenuti in manette e prevedono opportune cautele per proteggere "i soggetti tradotti dalla curiosità del pubblico". I penalisti sono pronti a segnalare tutto alla magistratura.