Martedì 21 Maggio 2024
MASSIMO VITALI
Cronaca

Vialli, l’amico Pagliuca: "Ci invitò al suo castello. I ragazzi dello scudetto"

L'ex portiere: "Tre anni fa ricreò un ritiro come ai bei tempi. Gianluca era davvero speciale. Nella sua vita è riuscito ad essere grande in tutto"

"Gianluca era davvero speciale. Nella sua vita è riuscito ad essere grande in tutto: da uomo, da calciatore, da amico, da leader. Quando venerdì ho appreso della sua morte mi sono chiuso nel dolore. Oggi va un po’ meglio, ma sono distrutto. Prima se n’è andato Mihajlovic, adesso Vialli: non mi do pace". C’era un tempo felice in cui Gianluca Pagliuca volava tra i pali e Gianluca Vialli firmava gol che diedero lustro alla favola bella della Sampdoria del presidente Paolo Mantovani: succedeva a cavallo degli anni ‘80 e ‘90.

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L'omaggio a Vialli dei tifosi blucerchiati (Ansa)
L'omaggio a Vialli dei tifosi blucerchiati (Ansa)

Gianluca & Gianluca: che sodalizio era?

"Bello, sincero. Fatto di scherzi, perché Vialli nello spogliatoio era il re degli scherzi, ma anche di parole profonde, con cui lui sapeva sempre cogliere nel segno".

Le sue doti più preziose?

"Potrei fare una lista lunghissima. Mi limito a dire che Vialli aveva la capacità, davvero unica, di entrare in empatia con gli altri: con ognuno sapeva trovare una chiave diversa, che poi si rivelava azzeccata".

Un trascinatore col sorriso.

"Sì, Gianluca era un autentico leader. In ventuno anni di carriera non ho mai conosciuto un compagno di spogliatoio che sapesse farsi voler bene come lui: ma soprattutto che sapesse convogliare tutte le energie di un gruppo trasformandole in positività".

Quando lo aveva visto per l’ultima volta?

"A Genova, a fine novembre, in occasione della presentazione del docufilm ‘La bella stagione’. Era stata anche l’occasione per l’ennesima rimpatriata di quel gruppo fantastico che alla Samp aveva vinto tutto. Gianluca era già senza forze, magrissimo. Quando a fine serata ci siamo ritrovati al ristorante, senza di lui, noi ex compagni ci siamo guardati negli occhi senza bisogno di parole: avevamo intuito che il suo destino era segnato".

Non è retorica dire che Vialli sia stato un grande anche nella battaglia contro la malattia.

"Ha vissuto questa esperienza durissima con coraggio e dignità, senza mai perdere la speranza. E aveva sempre stampato quel sorriso sul volto".

Un sorriso che non lo aveva abbandonato nemmeno nell’ultimo tratto del percorso.

"Ricordo quando tre anni fa in estate ci convocò tutti a Grumello, nel castello di famiglia. Aveva subito la prima operazione e il tumore sembrava sconfitto. Era in forma, felice, pieno di vita: giocò anche la partitella. E anche lì fu speciale: aveva organizzato le camere come trent’anni prima in ritiro, con le stesse coppie. Sulla porta della mia stanza c’era scritto: Pagliuca-Lanna. Che spettacolo".