Riccardo Jannello Passeggiavo nel corridoio, in pantofole e pigiama, scavalcando di tanto in tanto un cumulo di biancheria sudicia.... L’uomo non si cura del proprio aspetto notturno, ma la signora della stanza accanto aspetta l’amante e non si fida di quello conciato così. Le pareti...

Riccardo

Jannello

Passeggiavo nel corridoio, in pantofole e pigiama, scavalcando di tanto in tanto un cumulo di biancheria sudicia.... L’uomo non si cura del proprio aspetto notturno, ma la signora della stanza accanto aspetta l’amante e non si fida di quello conciato così. Le pareti dell’albergo sono di carta velina, l’uomo in pigiama sente la donna al telefono: "Non so chi sia. E’ un disgraziato che fa spesso così". Un disgraziato perché passeggia a quell’ora o perché è in pigiama? Eugenio Montale dipinge la scena in uno dei racconti de "La farfalla di Dinard". Non so se il premio Nobel si ponesse problemi sul proprio di pigiama. Johnny Depp sì e vuole essere alla moda, sennò che vip sarebbe. In "The Tourist" ne sfoggia uno dal taglio classico, casacca a bottoncini e splendide righe azzurre e blu. Manca solo la pochette. Pensandoci bene fa ridere il pigiama in flanella, vestaglia a righe, cappello e sciarpa di Totò ne "I soliti ignoti" o quelli un po’ da straccioni con papalina della commedia all’italiana. Il pigiama ai tempi del lockdown è più di un riparo per la notte e comunque la condivisione è datata: quando ho dovuto recarmi in ospedale mia zia me ne ha regalati due, austeri. E la differenziata si porta in strada con il completo da notte in questi tempi grigi. Che cos’è il genio, si chiede il Mascetti di "Amici miei". Magari passeggiare in pigiama di giorno, con un capo di classe e disinvoltamente. Nessuno avrebbe il coraggio di dire nulla. E potresti diventare una icona.