L’ultimo leader dell’Urss, Mikhail Gorbaciov, ha compiuto. 90 anni. Nobel per la pace, avviò la trasformazione dell’Unione sovietica
L’ultimo leader dell’Urss, Mikhail Gorbaciov, ha compiuto. 90 anni. Nobel per la pace, avviò la trasformazione dell’Unione sovietica

Giovanni

Morandi

Dopo una dinastia di vegliardi simboli di un impero al tramonto, quella di Gorbaciov (che proprio ieri ha compiuto 90 anni) non fu una scelta di facciata sebbene all’inizio colpissero favorevolmente la sua giovane età, 54 anni, e il suo volto cordiale, la sua famiglia, la moglie Raissa e la figlia Irina, che era giusta per mostrare una nuova Urss. In realtà il cambiamento era il punto di arrivo non di partenza, e fu scelto Gorbaciov, ex Kgb, perché veniva giudicato dotato di giuste dosi di forza e di capacità diplomatica. Sorriso con denti di acciaio. Pugno di ferro in guanto di velluto. Ma doveva riformare un’economia che non era solo stagnante, era decrepita. Le sue parole d’ordine furono perestroika ovvero ristrutturazione dello Stato e glasnost ovvero trasparenza, libertà.

Ma i russi non vedendo risultati e constatando anzi che i negozi anziché riempirsi si svuotavano cominciarono ad averlo in antipatia fino a detestarlo, come spesso capita ai grandi riformisti. La stangata la ebbe dal disastro di Chernoby che svelò caos organizzativo, complicità, menzogne politiche, tutti segnali di un sistema incapace di essere diverso da com’era. Ma grandi sono i meriti del Nobel per la pace Gorbaciov. Aver messo fine alla guerra fredda firmando i trattati sul disarmo atomico con Reagan e successori. E non aver impedito il crollo del Muro di Berlino. Non riformò il comunismo perché era impossibile ma molto contribuì a migliorare il mondo.