Un tabellone elettronico con l'avviso del Tutor sull'autostrada (Ansa)
Un tabellone elettronico con l'avviso del Tutor sull'autostrada (Ansa)

Roma, 29 maggio 2018 - Tutor spenti in autostrada. Dopo la vertenza scattata il 10 aprile tra Autostrade per l'Italia e la Craft, l'azienda che ne rivendica i diritti sul brevetto, il funzionamento dei Tutor sulla rete autostradale, gestito dalla Polizia stradale, è stato sospeso in attesa della definizione del contenzioso. "Ma i controlli continueranno", assicurano Autostrade per l'Italia e Polizia stradale, che stanno lavorando a un nuovo sistema sperimentale da mettere in campo entro la metà di luglio.

La causa era iniziata nel 2006. La società autostradale - che ha impugnato la sentenza presso la Cassazione - aveva chiesto una sospensione dell’esecuzione della sentenza di condanna in modo da poter riattivare i Tutor in attesa dell’esito del ricorso. Richiesta respinta, due giorni fa, dai magistrati secondo i quali Aspi (Autostrade per l'Italia) non ha alcun obbligo di installare sistemi di rilevazione della velocità e non è legittimata a ottenere la sospensione dell’esecuzione della sentenza del 10 aprile.

Niente più Tutor, dunque, ma non significa via libera con acceleratore a manetta sulle autostrade, assicurano Autostrade per l'Italia e Polstrada che "continueranno, ciascuna per gli obblighi specificamente loro imposti dalla legge, ad avere cura della sicurezza e della incolumità dei cittadini che viaggiano in autostrada".

Entrambe, poi, stanno lavorando per l'attivazione in via sperimentale del nuovo sistema SICVe PM, approvato con provvedimento del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti numero 3338 del 31 maggio 2017. La sentenza preoccupa però l'Asaps-Associazione sostenitori Polstrada. Con i Tutor, lamenta, "rischia di spegnersi anche il livello della sicurezza stradale. Dopo gli attacchi seriali al sistema del controllo della velocità con i vari misuratori come autovelox, telelaser e simili, anche questo provvedimento sicuramente inciderà sui risultati auspicati per la sicurezza sulle strade. Auspichiamo - aggiunge - che prevalga il buon senso fra gli automobilisti per evitare che le autostrade tornino a vedere il costante incremento della velocità e il prevalere dell'arbitrio di quanti sono alla guida di vetture potenti". Asap ricorda che nell'ultimo fine settimana "si sono contate 27 vittime sulle strade (record del 2018)" e definisce la situazione "assolutamente preoccupante in vista dei prossimi esodi estivi", con oltre ai Tutor fermi, anche gli "etilometri in quantitativo ridotto per revisione".

CODACONS - I "Tutor" presenti sulle autostrade italiane non possono essere distrutti e le prefetture devono intervenire per garantire il loro funzionamento fino a che i gestori stradali non li avranno sostituiti con i nuovi strumenti annunciati. Lo afferma il 
Codacons, che scende in campo a tutela della sicurezza stradale.  "Presentiamo oggi stesso una diffida al Ministero dei Trasporti e ai Prefetti dei territori dove sono installati i Tutor, chiedendo di procedere con urgenza alla loro requisizione allo scopo di evitarne la distruzione disposta dalla Corte d`Appello di Firenze - spiega il presidente Carlo Rienzi - Un provvedimento d`urgenza e temporaneo, applicabile fino a sostituzione degli apparecchi con quelli di nuova generazioni annunciati dai gestori autostradali, che si rende necessario per garantire la sicurezza stradale e salvare migliaia di vite umane. Il Tutor infatti ha abbattuto del 70% il numero di morti sulle autostrade, e l`esigenza di salvaguardare la salute umana è prioritaria rispetto agli interessi economici dei privati".

Per tale motivo il Codacons chiede oggi alle istituzioni competenti di non interrompere il servizio di controllo della velocità sulle autostrade, e di requisire tutti i Tutor presenti sulla rete applicando le disposizioni del DPR n. 327 del 2001 secondo cui si può procedere all`esproprio di un bene mobile nel caso in cui si configurino esigenze di pubblica utilità. Lo stesso brevetto del Tutor può essere espropriato dallo Stato in base all`art. 60 del Regio Decreto n. 1127del 1939 che afferma "I diritti di brevetto possono essere espropriati dallo Stato nell'interesse della difesa militare del Paese o per altre ragioni di pubblica utilità".