Maestra perse lavoro dopo video hard, due condanne (Ansa)
Maestra perse lavoro dopo video hard, due condanne (Ansa)

Roma, 19 febbraio 2021 - "Siamo tutti lupi cattivi in una storia raccontata male". E' l'unico commento rilasciato al termine della sentenza dalla dirigente scolastica dell'asilo del torinese, condannata oggi in tribunale a Torino a un anno e un mese nell'ambito del processo della maestra vittima di revenge porn. L'insegnante, secondo le ricostruzioni, aveva perso il posto di lavoro dopo che l'ex fidanzato aveva divulgato a sua insaputa alcune foto osé in una chat di amici. E da lì erano  finiti sul banco degli imputati non solo la dirigente scolastica dell'asilo, che, dopo essere venuta a conoscenza delle immagini, avrebbe costretto l'insegnante a dimettersi, ma anche la mamma della bambina dell'asilo, moglie del compagno di calcetto dell'ex fidanzato che avrebbe diffuso i contenuti erotici. Il pm Chiara Canepa aveva chiesto una condanna a 14 mesi per la direttrice dell'istituto e a 12 mesi per la madre della bimba, sostenendo, in particolare, che la direttrice "l'ha costretta ad allontanarsi dall'asilo di fronte alle altre insegnanti" e successivamente "ha informato alcuni genitori che la ragazza era protagonista di video porno". In abbreviato è stato assolto il papà dell'alunna e marito della donna imputata, mentre un'altra maestra è stata condannata a 8 mesi per violazione della privacy. 

Il processo a Torino (Ansa)

La vicenda risale al marzo del 2018. L'insegnante, poco più che ventenne, raccontò che il ragazzo che frequentava all'epoca aveva inviato senza il suo consenso immagini intime in una chat di amici e che in seguito, quando la notizia si sparse, era stata costretta a firmare una lettera di dimissioni. L'accusa ha sostenuto che nei suoi confronti ci fu una vera e propria "gogna scolastica". 

Gli avvocati Domenico Fragapane e Dario Cutaia, difensori della maestra d'asilo (Ansa)

La giovane insegnante si è costituita parte civile e ha ottenuto il diritto a un risarcimento e delle somme di denaro a titolo di provvisionale. "Sono soddisfatta di questa sentenza - ha dichiarato - e che dopo anni la verità è venuta fuori, anche se non mi sento risarcita a livello personale". "Non ho ancora trovato lavoro - ha spiegato - ma il mio obiettivo è tornare a insegnare in un asilo. Non provo rancore, non sono io che devo perdonarli, la mattina mi alzo e ho la coscienza pulita. Questa storia - ha concluso - è stata raccontata fin troppo bene, senza molti dettagli, le scuse posso anche accettarle ma non me ne faccio niente".