di Elena G. Polidori Forse non sarà più a Marina di Bibbona, buen retiro di Beppe Grillo (foto), e forse neppure a Firenze, patria d’adozione di Giuseppe Conte, ma quel che è certo è che il summit con tutti i maggiorenti grillini (Grillo, Fico e Di Maio in testa, ma non ci sarà Casaleggio) per dare una nuova forma ’moderata’ al M5s si farà comunque. Doveva restare protetto più a lungo possibile, invece le notizie sull’accordo raggiunto tra Grillo e l’ex premier per la sua...

di Elena G. Polidori

Forse non sarà più a Marina di Bibbona, buen retiro di Beppe Grillo (foto), e forse neppure a Firenze, patria d’adozione di Giuseppe Conte, ma quel che è certo è che il summit con tutti i maggiorenti grillini (Grillo, Fico e Di Maio in testa, ma non ci sarà Casaleggio) per dare una nuova forma ’moderata’ al M5s si farà comunque. Doveva restare protetto più a lungo possibile, invece le notizie sull’accordo raggiunto tra Grillo e l’ex premier per la sua nuova discesa in campo sono trapelate, facendo arrabbiare ’l’Elevato’ che ha twittato inferocito citando Ludwig Wittgenstein: "Di ciò di cui non si può parlare, si deve tacere". D’altra parte, l’’ultima parola su questa svolta del Movimento che vedrà Conte nel ruolo di federatore di un’alleanza strutturale col Pd e LeU spetta a Grillo, che dovrà trovare il modo di rivedere, se non azzerare, il percorso degli Stati Generali che si è appena concluso con il via libera del direttorio a 5. Bisogna trovare il modo, si sostiene ai vertici grillini, di rendere meno traumatico possibile questa ’rifondazione a 5 stelle’, a cui potrebbe aggiungersi una ’sesta stella’: quella della Transazione Ecologica che ha visto nella nascita del nuovo ministero (Mite), un fiore all’occhiello di questi anni di governo a 5 stelle di cui tutti, ieri, quando è ufficialemnte nato, si sono fatti un vanto. Ma c’è un intero manifesto politico da ri-costruire e l’ipotesi di tornare all’uomo solo al comando non convince tutti. "A Giuseppe Conte – scrive il deputato Gallo sul suo blog – do il suggerimento di non raccogliere alcun incarico nel M5s. Il modello dell’uomo solo al comando ha prodotto enormi danni a una forza politica come la nostra".

La discussione è dunque aperta, ma nella migliore tradizione gattopardesca del ’cambiare tutto perché nulla cambi’, ecco all’orizzonte spuntare il solito Davide Casaleggio a battere di cassa con i parlamentari. Sono state inviate ai gruppi M5s (di Camera, Senato e all’Europarlamento) lettere in cui si chiede agli eletti di mettersi in regola con i versamenti, fermi al palo. Molti deputati e senatori hanno infatti deciso di tagliare i ponti con Rousseau – che ormai viene vista come un corpo estraneo da una buona fetta dei parlamentari – rifiutandosi di versare la quota mensile di 300 euro prevista dal regolamento. Le morosità verso Rousseau un tempo erano motivo di espulsione, nel nuovo corso chissà.