Mercoledì 17 Aprile 2024

Scuola chiusa per Ramadan. Le famiglie si dividono. Valditara frena l’istituto: "Non decide le festività"

Il ministro dell’Istruzione assicura: faremo accertamenti sulla delibera. Minacce al preside sui social, il Pd lo difende: "Qui si fa integrazione". .

Scuola chiusa per Ramadan. Le famiglie si dividono. Valditara frena l’istituto:: "Non decide le festività"

Scuola chiusa per Ramadan. Le famiglie si dividono. Valditara frena l’istituto:: "Non decide le festività"

PIOLTELLO (Milano)

"Le festività possono essere introdotte solo dalla Regione o dallo Stato, quindi l’ufficio scolastico della Lombardia verificherà se le decisioni prese dal consiglio d’istituto e dalla scuola siano coerenti con la legge". Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara annuncia controlli sull’istituto di Pioltello che chiuderà per il Ramadan. "Nessuna contesa politica", assicura il responsabile del dicastero. Ma gli "accertamenti ministeriali sulla delibera" annunciati ieri mattina sono come sale su una ferita dopo 48 ore di polemiche e minacce al preside dell’Iqbal Masih, Alessandro Fanfoni. La città dell’hinterland milanese dove quasi un abitante su quattro è straniero, la prima in Italia a fermare le lezioni scuola per il giorno finale della ricorrenza religiosa islamica, il 10 aprile, ieri si è svegliata sotto assedio politico e mediatico.

La sindaca dem Ivonne Cosciotti fa quadrato attorno all’Istituto e rilancia: "Invito il ministro a vedere come facciamo integrazione, qui. Credo che su questioni così importanti non ci si possa fermare alla forma, che senz’altro sarà stata rispettata. Bisogna andare alla sostanza. Lo aspettiamo". Prima di lei, era stata la senatrice del Pd Simona Malpezzi, insegnante, che vive in città, a sfidarlo: "Venga a vedere dai test Invalsi come funziona l’inclusione in queste classi". Lui a fine pomeriggio, dopo un ping-pong di dichiarazioni durato tutto il giorno, sfuma: "Vogliamo solo far rispettare le regole". Poi, l’ex provveditorato "farà le opportune valutazioni". Le famiglie non ci stanno a diventare oggetto di scontro fra partiti. "Abbiamo fatto una scelta per il bene dei ragazzi, l’idea di minare l’identità nazionale non ci ha neppure sfiorato", spiega Mirko Dichio, assessore in carica (ai servizi sociali) e papà di una bambina alle elementari all’Iqbal Masih, unico uomo nel Consiglio d’istituto. "Le mamme che ne fanno parte si fanno in quattro per i figli e per la scuola, non conosco nessuno di più lontano dalla politica. Per compensare la chiusura del 10 aprile, avevamo anticipato l’avvio delle lezioni di un giorno a settembre. Abbiamo cominciato l’11, e non il 12 come nel resto della Lombardia, tutti i genitori ne erano al corrente ".

I chiarimenti non fermano l’attacco social al dirigente. "Visti i contorni che sta assumendo la vicenda vissuta con la massima tranquillità dal contesto scolastico preferisco non parlare più. Sento minacciata la mia sicurezza – spiega Fanfoni in un messaggio al Giorno –, l’accerchiamento dei ragazzi fuori dalle aule è totalmente inadeguato e poco rispettoso". C’è chi lo invita a dimettersi e chi ne chiede il licenziamento in tronco, in tanti l’hanno coperto di insulti. Fuori dai cancelli dell’Iqbal Masih mamme e nonne sono divise. "Anche gli studenti musulmani stanno a casa quindici giorni a Natale per rispettare le nostre festività", dice chi è a favore della decisione. "Cosa faranno le famiglie il 10 aprile? Prenderanno una baby-sitter?", replicano le contrarie. "Un clima da stadio che non si addice al posto dove crescono i nostri figli", aggiungono i papà.