28 mar 2022

Scoppia una lite per vecchi rancori Massacrato a coltellate in piazza

Agente immobiliare aggredito nella notte di sabato, muore poi in ospedale. Arrestato un muratore

giovanni spano
Cronaca

di Giovanni Spano

SCANDICCI (Firenze)

Le recriminazioni per un lavoro edile finito male. Soldi in ballo, dare e avere. Un rancore datato ma non antico, alimentato da litigi furiosi e minacce. Fino a diventare odio. Tommaso Dini, 50 anni, agente immobiliare, un presente da immobiliarista che acquistava, frazionava, ristrutturava, rivendeva, e da socio in alcune attività di ristorazione, sapeva di avere un nemico giurato. Se l’è trovato di fronte ancora una volta, all’improvviso, alle 2 di notte in piazza Matteotti o del Comune vecchio, vicino a un kebab aperto. Da lì è schizzato fuori l’aggressore, aveva visto Dini passare davanti. Il faccia a faccia è stato fatale: l’ira, l’odio di Ilir Leba, 47 anni – manovale albanese titolare col fratello di una piccola impresa edile forse in passato entrata in un lavoro con la vittima – gli hanno armato la mano con un coltellaccio.

Le parole, le offese, le urla: poi ha vibrato fendenti a ripetizione, all’impazzata – una quindicina sembra – colpendo il suo nemico al torace, a una gamba. Dini, tipo robusto che certo non si sarebbe fatto buttare giù da un cazzotto, sia pure ben assestato, ha potuto solo tentare di ‘difendersi’, a mani nude, con la forza della disperazione. Quando si è accasciato nella via imbrattandola del suo sangue, tanto sangue, l’assassino è fuggito. A piedi. Ha gettato il coltello. I testimoni che erano nel kebab ancora aperto, vicino a dove Dini aveva gestito un’agenzia immobiliare, hanno visto tutto: l’incontro (casuale, pare) tra i due, il litigio e l’aggressione feroce. Non hanno potuto fermare Ilir, neppure i suoi amici. Un paio di presenti hanno cercato di bloccare l’emorragia a Dini stringendogli una cintura sopra le ferite alla gamba colpita. Trasportato nel vicino ospedale Nuovo San Giovanni di Dio in condizioni gravi, incosciente, ha superato la notte. Si è sperato che potesse farcela. Numero e profondità delle lesioni a organi e vasi sanguigni, hanno indotto nella mattinata i chirurghi a tentare l’operazione. Le emorragie interne irreversibili hanno portato al decesso dell’imprenditore. Lascia moglie e due figlie minorenni.

Le indagini dei carabinieri del reparto operativo e della compagnia di Scandicci si sono avvalse delle telecamere di sorveglianza e delle diverse testimonianze ’probanti’ dei presenti nel kebab. I carabinieri hanno continuato a lavorare tutta la notte alla ricerca del coltello (non trovato). Undici ore più tardi – e due-tre prima che Dini spirasse – Ilir è andato in caserma. Voleva fare dichiarazioni, ammissioni, tuttavia i carabinieri non lo hanno interrogato né hanno raccolto dichiarazioni spontanee, scegliendo di continuare a cercare prove. Solo poi lo hanno arrestato per omicidio volontario, sentito il pm di turno Carmine Pirozzoli. In pratica senza che fosse trascorsa la flagranza.

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?