Distributore di benzina chiuso (Ansa)
Distributore di benzina chiuso (Ansa)

Roma, 14 ottobre 2019 - Il 6 e il 7 novembre 2019 sono date da segnare sul calendario per chi è al volante. Per questi due giorni infatti è in programma uno sciopero dei benzinai. Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio hanno proclamato una mobilitazione generale con chiusura degli impianti di rifornimento carburanti sulla rete stradale ordinaria e sulle autostrade. Contemporanemente è prevista una manifestazione sotto il Parlamento. 

La protesta nasce dal "fenomeno dilagante dell'illegalità nella distribuzione dei carburanti", scrivono in una nota i sindacati. Fenomeno che, interessando "una quota che si aggira intorno al 15% di prodotti 'clandestini' sul totale dei 30 miliardi di litri erogati, vale numerosi miliardi di euro ogni anno". Se si considera che "ogni mille litri valgono 300 euro di Iva che arrivano a superare i mille euro se si aggiungono pure le accise, la quantità di denaro sottratta alla collettività e incassata da criminali più o meno organizzati appare incommensurabile, con riflessi devastanti, oltre al resto, anche sulla concorrenza e la qualità stessa dei prodotti immessi nei serbatoi di automobilisti ignari".

"L'illegalità è figlia delle liberalizzazioni selvagge e della conseguente destrutturazione del mercato -. accusano le sigle sindacali -. Le Organizzazioni di categoria Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio  sollecitano da anni la Politica e le altre componenti del settore ad adottare una riforma complessiva che metta riparo ad oltre un decennio di deregolamentazione e allentamento dell'intero sistema regolatorio che ha aperto le porte ad ogni forma di illegalità".

Ecco le ragioni dello sciopero, indetto in reazione "alla colpevole inerzia dei Governi che si sono succeduti in questi ultimi anni ed alla interessata indifferenza delle altre componenti del settore". 

Nel mirino dei benzinai, tra l'altro, i provvedimenti come la fatturazione elettronica la trasmissione telematica dei corrispettivi; il DAS elettronico l'introduzione dell'ISA in sostituzione degli studi di settore; l'obbligo di acquisto del 'Registratore Fiscale Telematico'; l'onerosità della moneta elettronica.