epa09190826 Ambulances and police cars gather outside a school in the aftermath of a shooting, in Kazan, Russia, 11 May 2011. The state news media reported that at least 11 people were killed in the shooting at the school.  EPA/Anton Raykhshtat
epa09190826 Ambulances and police cars gather outside a school in the aftermath of a shooting, in Kazan, Russia, 11 May 2011. The state news media reported that at least 11 people were killed in the shooting at the school. EPA/Anton Raykhshtat

Mosca, 11 maggio 2021 - Mattina di terrore a Kazan, capitale della Repubblica russa del Tatarstam. Attorno alle ore 9.20 locali nella scuola 175 un giovane di 19 anni ha aperto il fuoco contro studenti e professori di quello che sembra essere il suo ex istituto, causando panico tra i ragazzi che per salvarsi si sono lanciati dalla finestra del terzo piano e provocando morti e feriti, il cui numero ancora non è ancora chiaro. L'autore della strage è stato arrestato dalla polizia russa. Secondo alcuni media russi, il ragazzo avrebbe svelato sui social le sue intenzioni, ma non è ancora chiaro il movente che lo avrebbe spinto all’attacco.

La tragedia odierna ricorda un precedente avvenuto tre anni fa in Crimea.

Il 17 ottobre del 2018 Vladislav Roslyakov, studente diciottenne del quarto anno dell'Istituto politecnico di Kerch, in Crimea, ha aperto il fuoco nella sua scuola, uccidendo venti persone, tra cui undici studenti minorenni, e ferendone altre 40. Descritto come uno studente modello, riservato e solitario, il giovane armato di un fucile da caccia ha iniziato a sparare su compagni e personale e ha fatto esplodere dell'esplosivo, prima di togliersi la vita.

L'assalitore si faceva chiamare "Reich" ed era ossessionato dai serial killer tanto da confezionare esplosivi nella sua stessa casa. Roslyakov, aveva ottenuto pochi giorni prima la licenza per la caccia e il relativo porto d'armi e prima di entrare in azione aveva acquistato un fucile da caccia e 150 proiettili, anche se l'età minima per l'acquisto di armi in Russia è 21 anni.

Come il killer di Kazan, che ha svelato le sue intenzioni sui social, anche il diciottenne aveva anticipato a un suo compagno che "gli sarebbe piaciuto uccidere tutti e poi se stesso". E così ha fatto, fino a che non sono arrivate sul posto in cinque minuti le forze di sicurezza russe, chiamate da una guardiana anziana che ha premuto il pulsante dell'emergenza, di cui sono dotate tutte le scuole, appena il ragazzo è entrato nel college iniziando a sparare. 

Il Cremlino, esattamente come oggi dopo l'assalto alla scuola di Kazan, aveva anticipato l'introduzione di misure efficaci per minimizzare, se non eliminare del tutto, il rischio del ripetersi di episodi. Il massacro, ebbe a dire Putin, di fronte a un fenomeno che aveva fino ad allora riguardato solo gli Stati Uniti, "è frutto della globalizzazione per quanto strano possa sembrare", soprattutto della globalizzazione che passa per Internet.