Domenica 26 Maggio 2024
STEFANO BROGIONI
Cronaca

Il caso Liguria e la guerra del porto di Genova, Msc contro Spinelli. La furia di Aponte: "Qui è tutta una mafia"

Le telefonate choc tra i manager e il presidente dello scalo. Gli imprenditori erano ai ferri corti per la gestione di alcune concessioni: alla fine si accorderanno sullo yacht dell’ex patron del Genoa

Genova, 10 maggio 2024 – Nell’estate del 2022 si consuma una guerra all’ultima banchina, a Genova: è quella tra il gruppo imprenditoriale di Aldo Spinelli e del rivale di Msc Gianluigi Aponte. I due colossi della logistica si contendono le concessioni portuali. Paolo Emilio Signorini, all’epoca presidente dell’Autorità di sistema portuale (Adsp) del mar Ligure occidentale, si ritrova nel mezzo. Ma i suoi rapporti con Spinelli – oggetto dell’inchiesta per corruzione che ha portato Signorini in carcere e l’ex patron di Genoa e Livorno ai domiciliari – fanno venire sospetti ad Aponte.

Aldo Spinelli, 84 anni, è un imprenditore e dirigente sportivo italiano. Ora è ai domiciliari
Aldo Spinelli, 84 anni, è un imprenditore e dirigente sportivo italiano. Ora è ai domiciliari

A fine agosto siamo al punto più aspro del conflitto: le fiamme gialle registrano una chiamata in cui Signorini riporta a Spinelli ciò che Aponte, infuriato, gli ha detto la sera prima. "Ieri sera ho ricevuto una telefonata da Aponte... che era fuori dalla grazia di Dio. Per il Carbonile, mi ha detto che lui va in Procura".

È vero: il 29 agosto, l’armatore di Msc è una belva: "Qua – urla a Signorini al telefono – vengo a sapere che praticamente la sua organizzazione ha deciso di dare ulteriori 14mila mq a Spinelli, gliene ha già dati 30mila e insomma se gli volete dare tutto il porto di Genova insomma, e noi stiamo a guardare, e insomma la cosa comincia a diventare un po’ indecente, questo è ladrocinio, è veramente mafia, sono dei corrotti, dei corrotti che hanno dato sempre tutto a Spinelli. Guai se date questo spazio a Spinelli, succede la fine del mondo".

Dunque il presidente dell’Adsp, che riferisce di aver informato anche il governatore Giovanni Toti della situazione, invita Spinelli a cercare lui stesso una mediazione con il concorrente. "Ma non riuscite a parlarvi? Io, io ho questo pensiero che parta una guerra... mi sembra veramente una follia". Spinelli però non sembra disposto a cedere. "Ma mi sembra che lui voglia giocare col fuoco – replica – perché se lui va in procura ci vado io, in procura, non lui".

Sull’area oggetto della contesa, il Carbonile Levante, Spinelli sta aspettando l’ok dal Comitato di gestione per impossessarsene. "Paolo non è che noi possiamo rimandare, noi stiamo andando avanti con la ferrovia, non è che questo possa comandare lui il porto, hai capito?".

Ma Signorini, annotano gli inquirenti, è combattuto, probabilmente anche per il timore che possano emergere i rapporti privilegiati con Spinelli, dal quale riceverebbe regali e vacanze. E alla fine la decisione del Comitato verrà rimandata. In una telefonata con il commissario del porto Paolo Piacenza, concordano la formula per togliere il Carbonile dall’ordine del giorno della seduta. "Sì sì, ok, – afferra Piacenza – tenuto conto della strategicità dell’area comunque sono arrivate delle note di Stazioni Marittime, quindi ci riserviamo di controdedurre e lo sottoporremo ad un altro comitato, ok?". "Sì, sì, perfetto", replica Signorini.

Ma la mattina del 31 agosto, Spinelli apprende che il Carbonile, contrariamente alle sue attese, non è stato assegnato. "Niente, Signorini ha rinviato", comunica Roberto al padre Aldo, segnalandogli l’arrivo delle osservazioni del competitor Stazioni Marittime. "Vabbè ci manca che gliela dia a loro! Hanno fatto dei documenti per cui la devono dare a noi, come fa a cambiarli?", replica Spinelli senior.

Che però, di quel rinvio, chiede conto all’amico di trasferte a Montecarlo Signorini. "Ciao Paolo cosa succede?" "Eh poi.. parliamone a voce". Signorini, che in quel momento è impegnato con il ministro dei trasporto Giovannini, dà appuntamento a Spinelli per l’indomani a colazione. Al tempo stesso Spinelli dà la disponibilità ad andare a Ginevra ad incontrare Aponte.

L’atteggiamento "non imparziale" di Signorini verrà notato anche da alcuni funzionari dell’Autorità di sistema Portuale. "Gli stiamo rilasciando troppe aree secondo me", dice una dirigente a Piacenza. Ma la politica alla fine smusserà tutto. Tra i due colossi del porto verrà trovato un accordo di spartizione degli spazi in concessione. Sancirà la vittoria un pranzo. Sulla barca di Spinelli.