Trento, 13 giugno 2018 - Due casi di extracomunitari richiedenti asilo coinvolti in gravi reati, uno a Trento e uno a L'Aquila. 

A Trento la polizia, seguendo una seconda fase di indagini ha portato in carcere 13 centroafricani richiedenti asilo ed un italiano, accusati di traffico di sostanze stupefacenti. Già un primo blitz nei giorni scorsi, seguito alle indagini, l'operazione è denominata "Bombizona", aveva portato all'arresto di altri 16 nigeriani ed all'esecuzione di diverse perquisizioni e divieti di dimora nelle province di Trento, Verona e Ferrara. 

Gli investigatori avrebbero scoperto un vasto traffico di droga tra Trento, Verona, Vicenza e Ferrara, gestito da un'organizzazione criminale gestita da persone giunte in Italia come richiedenti asilo. La rete nel tempo si era allargata e per gestire il traffico, ed evitare i controlli della polizia, gli spacciatori tra loro comunicavano via Whatsapp. 

Tra i clienti  c'erano italiani tossicodipendenti e donne incinte con al seguito i propri figli. L'organizzazione criminale si era assicurata il controllo dello spaccio delle sostanze stupefacenti nelle zone più importanti della città, grazie anche al reclutamento di pusher tra dgli stessi tossicodipendenti, in modo da usarli per consegnare la merce anche ai loro amici, in luoghi diversi da quelli soggetti al controllo della polizia. Gli agenti hanno sequestrato complessivamente circa 7 chili di marijuana, 600 grammi di eroina, diverse decine di grammi di cocaina, hashish e circa un litro di metadone, oltre al denaro degli illeciti profitti: diverse migliaia di euro.

A L'Aquila, ma anche ad Avezzano, Sulmona, Roma e Firenze, la polizia della squadra mobile ha eseguito 9 misure cautelari e 24 perquisizioni, emesse dalla Procura della Repubblica del capoluogo abruzzese. Nel mirino soggetti extracomunitari del Gambia, Ghana, Nigeria, Costa d'Avorio, Niger e Mali, tutti richiedenti asilo, e ora indagati per i reati di rapina, violenza sessuale, droga e ricettazione.