Sara Di Pietrantonio con Vincenzo Paduano
Sara Di Pietrantonio con Vincenzo Paduano

Roma, 1 giugno 2016 - Tramortita, strangolata e poi data alle fiamme. E' morta così Sara Di Pietrantonio, uccisa dall'ex fidanzato Vincenzo Paduano che nei giorni scorsi ha confessato l'atroce delitto. Il quadro della tragica fine della ragazza di 22 anni è emerso dall'autopsia eseguita all'Istituto di medicina legale della Sapienza dal medico legale Giorgio Bolino, dal radiologo Carlo Catalano e dal tossicologo Giulio Mannocchi. La studentessa universitaria è morta all'alba di domenica all'estrema periferia di Roma, dopo essere stata segiuta dall'ex, un vigilantes di 27 anni, che aveva lasciato da due settimane.

VIDEO - Le immagini delle telecamere di sorveglianza

La ragazza era quasi certamente morta quando Paduano le ha dato fuoco. Sul corpo di Sara non sono apparse grosse lesioni se non quella al collo provocata da una presa con l'avambraccio, mentre le bruciature sono state riscontrate sul capo, sulle spalle e sulla parte posteriore delle braccia. Ulteriori accertamenti, in particolare gli esami del sangue e dei polmoni della studentessa, per verificare con certezza che la morte della ragazza sia avvenuta prima che l'ex le desse fuoco, saranno eseguiti la settimana prossima.

Dopo la 'rottura', Sara ha continuato ad avere contatti soprattutto via sms con Paduano: erano minacce, ma la ragazza non aveva confidato a nessuno il tono vessatorio di quei messaggi. Ora dall'esame dei telefoni cellulari di entrambi starebbero emergendo ulteriori riscontri al quadro accusatorio prospettato dal procuratore aggiunto Maria Monteleone e dal pm Maria Gabriella Fazi. In particolare, attraverso l'analisi del traffico telefonico e degli sms, starebbero emergendo conferme sull' attività di pressione esercitata dalla guardia giurata nei confronti della ex fidanzata. 

Intanto nei confronti di Paduano è stata disposta la convalida del fermo ed emessa un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il gip Paola Della Monica ha escluso la premeditazione: la guardia giurata non avrebbe studiato a tavolino l'omicidio della sua ex fidanzata, ma avrebbe agito istintivamente. L'uomo resta detenuto per omicidio volontario e stalking, ma per la procura rimane indagato anche per la premeditazione. Sottoposto oggi a un nuovo interrogatorio, durato oltre tre ore, la guardia giurata ha confermato di essere lui l'autore dell'omicidio, ma nel descrivere le modalità dell'aggressione all'ex fidanzata avrebbe fornito elementi confusi e molti "non ricordo".