Processo Ciro Grillo, in aula il video del presunto stupro. La teste esce dall’aula

La difesa: “Mostra che era consenziente”. Alla ragazza che accusa i 4 imputati, tra cui il figlio di Beppe Grillo, è stato consentito di non assistere alla proiezione del filmato

Ciro Grillo, figlio di Beppe fondatore del Movimento Cinque Stelle

Ciro Grillo, figlio di Beppe fondatore del Movimento Cinque Stelle

Tempio Pausania, 31 gennaio 2024 – Al processo a porte chiuse per il presunto stupro di gruppo in Cosa Smeralda, la difesa dei 4 imputati – tra cui c’è Ciro Grillo, figlio del guru 5 Stelle Beppe –  ha proiettato uno spezzone di un video girato la notte tra il 16 e il 17 agosto del 2019 nella villetta in uso ai Grillo a Porto Cervo, dove sono avvenuti i fatti. La ragazza, che accusa i quattro amici, era in aula per il contro esame: ha chiesto e ottenuto di uscire. 

Del filmato “non ha mai voluto sapere niente   –  aveva precisato nelle scorse udienze la sua legale, l'avvocata Giulia Bongiorno  – Un video sconvolgente, non so cosa succederà quando li vedrà". Ma ‘Silvia’, nome di fantasia della teste italo norvegese ha preferito non assistere. Quando la proiezione è terminata, è tornata in aula per proseguire la sua deposizione, protetta da un paravento. 

Il video mostrerebbe momenti di intimità tra la teste e gli imputati, Ciro Grillo, Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria, che secondo la Procura di Tempio Pausania avrebbero abusato sessualmente di Silvia e dell’amica Roberta nella villa dei Grillo, poche ore dopo averle conosciute al Bilionaire. Per la difesa quel filmato prova invece che Silvia, al momento dei fatti, “era consenziente ai rapporti sessuali”. 

Far uscire la ragazza è stata una scelta di “rispetto e sensibilità nei suoi confronti – ha commentato l’avvocato Alessandro Vaccaro, del pool di difensori di Ciro Grillo e dei suoi tre amici genovesi, al termine della prima delle due udienze (si prosegue domani mattina dalle 10) – .  Non vi era la necessità della sua presenza, la mia domanda era su una determinata situazione, mi ha risposto e il video doveva essere semplicemente la contro prova alla sua risposta”.

Secondo Vaccaro, Silvia non è apparsa una “vittima assolutamente provata. C'è stato solo un momento di commozione quando gli ho fatto alcune contestazioni rispetto alle sue parole che chiaramente l'hanno colpita. La giornata è andata abbastanza liscia. Il mio bilancio è assolutamente positivo”. “È stato fatto il contro esame da quasi tutti i difensori, tireremo le somme alla fine”, ha detto invece all'uscita dall'udienza un altro legale della difesa, Gennaro Velle.

Diverso il parere dell’avvocata Bongiorno, che ha chiesto e e ottenuto una audizione dell’assistita in forma protetta viste le condizioni psicologiche della giovane. 

Domani mattina sarà la volta dell'avvocato Mariano Mameli, che concluderà il contro esame della ragazza; subito dopo prenderà la parola il pubblico ministero Gregorio Capasso per un'eventuale riesame e poi toccherà ai legali di parte civile.

A novembre le difese dei 4 imputati avevano confermato la disponibilità all'acquisizione dei verbali delle dichiarazioni rese dalla studentessa in fase di indagine. In questo modo, esame, controesame e la visione dei video da parte della presunta vittima, sarebbero stati evitati. Tuttavia, la Procura e i legali di parte civile hanno risposto che la deposizione in aula era necessaria.

Il 13 e il 14 dicembre scorso 'Silvia' ha risposto alle domande dell'avvocata Antonella Cuccureddu, che col collega Gennaro Velle, difende Corsiglia. Il controinterrogatorio è entrato nei minimi dettagli, alcuni scabrosi, degli avvenimenti di quella notte, al punto che Cuccureddu ha dovuto difendersi dall'accusa di aver sottoposto la giovane a vittimizzazione secondaria. "Non le ho chiesto nulla che non le fosse già stato chiesto in precedenza", ha dichiarato Corsiglia.