Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, 35 anni
Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, 35 anni
di Alessandro Farruggia Evacuano anche gli italiani. Non solo l’ambasciata, ma anche i connazionali. La situazione in Afghanistan si deteriora ora dopo ora e nella capitale afghana si ripetono scene già viste a Saigon: i talebani starebbero per prendere Kabul, ieri hanno dato all’assalto alla prigione della capitale (in fuga 5mila detenuti). E i media internazionali hanno raccontato di un blackout a Kabul, mentre proseguivano i combattimenti tra le forze governative e i talebani. A tarda notte sembrava addirittura che il presidente dell’Afghanistan, Ashraf Ghani, secondo fonti dell’intelligence,...

di Alessandro Farruggia

Evacuano anche gli italiani. Non solo l’ambasciata, ma anche i connazionali. La situazione in Afghanistan si deteriora ora dopo ora e nella capitale afghana si ripetono scene già viste a Saigon: i talebani starebbero per prendere Kabul, ieri hanno dato all’assalto alla prigione della capitale (in fuga 5mila detenuti). E i media internazionali hanno raccontato di un blackout a Kabul, mentre proseguivano i combattimenti tra le forze governative e i talebani. A tarda notte sembrava addirittura che il presidente dell’Afghanistan, Ashraf Ghani, secondo fonti dell’intelligence, fosse sul punto di dimettersi. Le truppe del governo – teoricamente, 300mila uomini – sono imbarazzanti e cedono una provincia dopo l’altra senza neppure combattere. E l’Occidente pensa solo all’exit strategy più opportuna e veloce.

Ieri sono cadute Gardez, capoluogo della provincia della Paktia; Sherana, capoluogo della provincia di Paktika e Pul I Alam, capoluogo della provincia di Logar, con i talebani che si sono spinti fino al distretto di Char Asyab, 11 chilometri a Sud di Kabul. Ma soprattutto, dopo una giornata di combattimenti e dopo essere stati respinti una prima volta, in serata gli studenti coranici hanno preso Mazar I Sharif, quarta città dell’Afghanistan e ultimo grosso centro del nord a non aver capitolato. L’aver schierato le truppe di due vecchi signori della guerra come Dostum e Atta Noor non è servito. In serata le truppe dell’esercito afghano si sono ritirate e molti soldati sono fuggiti verso il vicino Uzbekistan. I capoluoghi controllati sono saliti a 26 su 34. Il presidente Ghani ha annunciato l’invio di una delegazione di pace a Doha per trattare con i talebani e gli americani hanno pronto un piano di pace. Dopo molte incertezze ieri la Farnesina, d’intesa con la Difesa, si è quindi decisa a seguire l’esempio di americani, inglesi e tedeschi e "ha comunicato che "sono state avviate le procedure per predisporre il rientro in Italia del personale dell’ambasciata italiana a Kabul. Rimarrà un presidio dell’ambasciata italiana presso l’aeroporto di Kabul dove si sta trasferendo la maggior parte delle altre ambasciate presenti in Afghanistan". Ma la caduta di Mazar I Sharif ha consigliato di far evacuare, e di corsa, anche i nostri cittadini rimasti in Afghanistan, quasi tutti cooperanti e dipendenti di agenzie internazionali. "Facendo seguito agli inviti formulati a lasciare il Paese – si legge nella mail dell’ambasciata italiana ai connazionali – le comunichiamo che, visto il grave deterioramento delle condizioni di sicurezza, viene messo a disposizione dei cittadini italiani un volo dell’Aeronautica Militare il 15 agosto, alle 21.30 dall’aeroporto di Kabul. Le formuliamo l’invito a lasciare il Paese con questo mezzo".

Accelerazione anche per il rientro degli afghani che hanno collaborato con noi. Saranno imbarcati d’urgenza. "Sono già arrivati nel nostro Paese – ha annunciato il ministro della Difesa Lorenzo Guerini – 228 tra collaboratori e loro familiari". Ne mancherebbero 390.