Sabato 15 Giugno 2024

Polmoniti nei bambini, primi casi in Italia. Cosa dice l’Iss

Segnalati i primi due bambini con polmonite da Mycoplasma sul suolo nazionale. Ma l’Istituto superiore di sanità rassicura: “L’infezione è sempre circolata in comunità”

Primi casi di polmoniti da Mycoplasma nei bambini in Italia (foto di archivio)

Primi casi di polmoniti da Mycoplasma nei bambini in Italia (foto di archivio)

Roma, 2 dicembre 2023 – Dopo Cina, Olanda e Francia, arrivano i primi casi di polmonite da Mycoplasma nei bimbi in Italia. "Ora che è aumentata l'attenzione per questo batterio", che "si sospetta sia tra le cause di un aumento dei ricoveri di bambini per polmonite in Cina e in alcuni Paesi europei come Francia, Olanda e Danimarca, si cominciano a segnalare casi anche nel nostro Paese dove, è bene ribadirlo, il Mycoplasma è sempre circolato in comunità", precisa l’Istituto superiore di sanità, all'indomani dell'ultimo report della sorveglianza RespiVirNet, coordinata dall'Iss in collaborazione con il ministero della Salute.

Sarebbero due i casi rilevati in bambini ricoverati con sintomi respiratori dal laboratorio di riferimento di Perugia. L'Iss sottolinea che "la sua identificazione tempestiva mostra come la rete di sorveglianza sia in grado di registrarne la presenza e, di conseguenza, anche un eventuale aumento nel numero di casi nel tempo".

Cos’è il Mycoplasma pneumoniae 

Il Mycoplasma pneumoniae è un batterio che colonizza il tratto respiratorio, causando infezioni che vanno da sintomi lievi e spesso autolimitanti (raffreddori, faringiti) fino a forme più gravi come la polmonite, che possono richiedere il ricovero ospedaliero. In particolare, questo microrganismo è comunemente noto come agente eziologico per la polmonite atipica, in grado di manifestarsi in soggetti in età prescolare, giovani adulti e in soggetti con complicanze o alterazioni immunologiche.

Si stima che causi globalmente tra il 10 e il 20% di tutte le polmoniti. Questo patogeno è ben conosciuto da anni e l'infezione da Mycoplasma è piuttosto comune, soprattutto fino ai 6 anni di età, e periodicamente se ne registrano epidemie. Questo virus, inoltre, è sensibile a diversi antibiotici e quindi l'infezione può essere curata tramite l'applicazione di protocolli medici conosciuti e verificati.

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