Influenza e Covid in crescita, Pregliasco: “Per Natale si raggiungerà il picco”

Il virologo: “La raccomandazione è di intensificare e accelerare con le vaccinazioni sia antinfluenzali che anti-Covid”. Sulle polmoniti dalla Cina: “Mantenere alta l’attenzione”

Influenza e Covid, Pregliasco: "Il picco a Natale"

Influenza e Covid, Pregliasco: "Il picco a Natale"

Roma, 1 dicembre 2023 – Natale con il termometro sottomano? Ebbene sì, l’ondata influenzale attualmente in corso, che dai primi di ottobre ha tenuto a letto oltre un milione di italiani, crescerà fino a “raggiungere il suo picco massimo probabilmente durante le festività natalizie”. Di pari passo il Covid, anch’esso in una fase ascendente. E’ questa la previsione del virologo Fabrizio Pregliasco, docente associato di Igiene all’Università degli Studi di Milano e direttore sanitario Irccs Galeazzi.

Professore, cosa attendersi? 

“In queste ultime settimane anche il numero di casi di Covid ha ricominciato a correre e molto probabilmente tenderà a crescere, come abbiamo osservato anche l’anno scorso, fino a raggiungere il picco a dicembre-gennaio contemporaneamente alle comuni forme influenzali. Fortunatamente, il virus è diventato meno aggressivo rispetto al passato. Ma attenzione, sta ancora circolando e i soggetti non protetti da vaccinazioni o particolarmente vulnerabili possono ancora avere esiti gravi, come ospedalizzazione e anche morte”.

Cosa raccomanda? 

“La raccomandazione, dunque, è quella di intensificare e accelerare con le vaccinazioni sia antinfluenzali che anti-Covid, che possono essere somministrate nella medesima seduta, in modo da non farsi trovare impreparati e riuscire ad aumentare la copertura. La vaccinazione è fortemente raccomandata per anziani e fragili, ma è indicata anche per i bambini e altre categorie di popolazione per ridurre il contagio”.

E le buone pratiche quotidiane? 

“Certo, anche quelle vanno seguite. Proprio come ci ha insegnato il Covid. Lavarsi spesso le mani, usare la mascherina FFp2 quando ci si trova ad esempio sui mezzi pubblici o in posti affollati, starnutire nella piega del gomito, evitare di stare a contatto con persone che hanno i sintomi influenzali e se si è malati non uscire”.

Poi ci sono anche le polmoniti che dalla Cina hanno raggiunto l’Europa, cosa sappiamo?

“Le polmoniti sono dovute a un batterio, il Mycoplasma pneumoniae, che può determinare, soprattutto nei piccoli, forme pesanti di polmonite che necessitano interventi in pronto soccorso e in ospedale”.

Come riconoscerla?

“I sintomi più comuni sono febbre alta, difficoltà respiratorie, un segnale da non sottovalutare è quando il bambino stringe le narici e inarca il torace nello sforzo di respirare”. 

L’Italia è a rischio? 

"In Italia la situazione è ancora sotto controllo (non ci sono stati ancora casi, ndr), ma bisogna sempre mantenere alta la soglia di attenzione su queste problematiche, con le istituzioni che dal loro canto devono proseguire il monitoraggio epidemiologico”. 

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