Scene di assembramenti notturni E, sotto, controlli dei carabinieri in abitazioni private a Milano
Scene di assembramenti notturni E, sotto, controlli dei carabinieri in abitazioni private a Milano
di Mario Consani Feste clandestine, karaoke proibiti, bevute di gruppo fuorilegge. Non passa week end che adulti depressi dal coprifuoco non aggirino divieti anti-virus trovandosi in nutrita compagnia tra le mura di casa, propria o più spesso affittata per l’occasione. Anche sabato notte, tre feste private in appartamenti milanesi affittati su piattaforme digitali, Booking e Airbnb in testa, sono state interrotte sul più bello. Nel primo caso la polizia ha sanzionato 26 persone, nel secondo - dove gli agenti hanno notato un giovane su un’auto che all’1 di notte attendeva la ragazza per riportarla a casa dopo una festa e poi...

di Mario Consani

Feste clandestine, karaoke proibiti, bevute di gruppo fuorilegge. Non passa week end che adulti depressi dal coprifuoco non aggirino divieti anti-virus trovandosi in nutrita compagnia tra le mura di casa, propria o più spesso affittata per l’occasione. Anche sabato notte, tre feste private in appartamenti milanesi affittati su piattaforme digitali, Booking e Airbnb in testa, sono state interrotte sul più bello. Nel primo caso la polizia ha sanzionato 26 persone, nel secondo - dove gli agenti hanno notato un giovane su un’auto che all’1 di notte attendeva la ragazza per riportarla a casa dopo una festa e poi piano, piano, scendere tutti gli altri - sono state ben 32 le persone identificate e sanzionate.

I carabinieri sono intervenuti invece in un’abitazione affittata da un 22enne che aveva organizzato una festa e sul posto hanno identificato e multato 27 persone, in prevalenza studenti universitari. Come dimenticare poi la festa di compleanno di un bambino di 7 anni a Cairo Montenotte, in Liguria, che i carabinieri hanno dovuto stoppare (con multa) anche perché, oltre a 22 minori, c’erano sette adulti.

Ma chi, tra i commensali clandestini e molesti, dovesse immaginare di poter in qualche modo resistere ai blitz delle forze dell’ordine pronte ad entrare in casa per elargire multe da 400 euro l’una a chi viola le norme anti-virus, non si faccia troppe illusioni.

"Quasi sempre a richiedere l’intervento di polizia o carabinieri sono i vicini di casa che segnalano situazioni di possibile commissione di reati come quello di disturbo della quiete pubblica", spiega il giudice Fabio Roia, presidente vicario del tribunale di Milano.

Da lì alla possibilità di entrare in un appartamento privato, però... "Guardi, non siamo in un telefilm americano dove chi riceve una visita della polizia, come prima cosa, chiede di vedere il mandato. Nella realtà quando gli agenti suonano alla porta, nove volte su dieci, chi è dentro casa apre".

Anche perché, un eventuale diniego non avrebbe vita lunga. "In primo luogo, in base alle norme in vigore, polizia e carabinieri possono procedere ad una perquisizione anche di propria iniziativa in due casi. Ovvero quando sospettino in un certo ambiente la presenza di droga o di armi" precisa il giudice. "E nel caso di feste private in abitazione con molti giovani, per esempio, l’eventualità che circoli un po’ di “roba“ non apparirebbe pretestuosa. E poi comunque...".

Comunque, anche un ipotetico irriducibile della porta chiusa potrebbe avere scarsa fortuna. "Come dicevo - conclude il presidente vicario del tribunale - la possibilità che qualcuno non apra è davvero remotissima. Ad ogni modo, la conseguenza potrebbe essere facilmente che qualcuno degli agenti avverta sul cellulare il magistrato di turno in procura, che ci metterebbe un minuto ad inviare un decreto in cui autorizzi un’ispezione o una perquisizione di quel luogo". In una delle tre feste interrotte l’altra notte a Milano, fra l’altro, un giovane che si era nascosto sotto il letto, ubriaco, si è improvvisamente scagliato contro alcuni agenti. Quest’ultimi, così, lo hanno anche arrestato per violenza, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali.