25 mar 2022

"Omosessuali svantaggiati sul lavoro" Uno su 5 accusa: penalizzati per la carriera

Clima ostile, aggressioni, discriminazioni e minacce nel luogo di lavoro: questo e altro emerge dalla rilevazione, condotta da Istat e Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali su oltre 21mila persone Lgbt in unione civile o già unite civilmente. La gran parte (il 77%) lavora o ha lavorato, ha un alto livello di studi (quasi il 40% la laurea), svolge una professione ad alta o media qualifica, eppure 1 su 5 ritiene che il proprio orientamento sessuale l’abbia svantaggiato nella vita lavorativa in termini di avanzamenti di carriera e crescita professionale e sempre 1 su 5 dichiara di aver vissuto un clima ostile o un’aggressione nell’ambiente di lavoro. Il 26% delle persone occupate o ex-occupate dichiara che essere omosessuale o bisessuale ha rappresentato uno svantaggio in almeno uno dei tre ambiti: carriera e crescita professionale, riconoscimento e apprezzamento, reddito e retribuzione. A lamentarsi sono soprattutto i più giovani. Il 40,3% evita di parlare della propria vita privata ai colleghi e 1 su 5 afferma di aver evitato di frequentare colleghi nel tempo libero per non rivelare l’orientamento sessuale.

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