22 apr 2022

Nel Pd cresce la fronda anti Conte Il ‘caso Francia’ fa esplodere i dubbi

Tra i democratici c’è chi tifa per la rottura dell’alleanza. Si intensifica il pressing per il proporzionale

antonella coppari
Cronaca
Il leader M5s, Giuseppe Conte, 57 anni, e il segretario Pd, Enrico Letta, 55
Il leader M5s, Giuseppe Conte, 57 anni, e il segretario Pd, Enrico Letta, 55
Il leader M5s, Giuseppe Conte, 57 anni, e il segretario Pd, Enrico Letta, 55

di Antonella Coppari Se non è la goccia che fa traboccare il vaso, ci va molto vicino. Il mancato schieramento esplicito di Conte a favore di Macron e contro Marine Le Pen ieri mattina era sulla bocca di tutti nel Pd e spesso anche sulle agenzie di stampa. Sono stati molti a insorgere indignati per quel "rappresento un partito italiano, non posso dare indicazioni di voto". A spiegare l’esasperazione del Pd vale però soprattutto quel che l’avvocato del popolo a poi aggiunto: "Noi siamo nel fronte progressista, ma le questioni di poste dalla Le Pen vanno affrontate". La sensazione diffusa è che l’ex premier alla ricerca di un’identità per il Movimento stia rapidamente tornando su posizioni "gialloverdi" e comunque intenda restare sì nella maggioranza ma come partito di lotta e di governo. Non è una sorpresa: già dall’elezione del capo dello stato ai piani alti del Nazareno prevedevano una strategia del genere, erano consapevoli dei rischi impliciti nel tentativo di tirare la corda senza romperla, ma erano ottimisti. La guerra ha cambiato tutto perché ha esasperato le posizioni: quello che un mese e mezzo fa poteva essere tollerato pesa oggi infinitamente di più. E offre armi e argomenti a quanti nel partito non vedono l’ora di denunciare l’alleanza con "il populista". Che i dubbi ci siano lo rivela un sondaggio organizzato a dicembre in Lombardia tra gli iscritti Pd: allora il 38% era favorevole a un’alleanza strategica, e se ad essere contrario era solo il 9%, la maggioranza, il 51%, chiedeva alleanze di ’scopo’, ovvero di corto respiro. Ma da dicembre tutto è cambiato e chissà quale sarebbe oggi l’esito di un test analogo. Chi tifa per far saltare i ponti è da tempo base riformista: "In Francia si vota per due opzioni opposte: l’europeismo con Macron o il sovranismo ...

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