Il comandante della Mare Jonio, Pietro Marrone (Facebook/Ansa)
Il comandante della Mare Jonio, Pietro Marrone (Facebook/Ansa)

Lampedusa (Agrigento), 20 marzo 2019 -  Dopo il sequestro, ieri sera, della nave Mare Jonio della Ong Mediterranea, che aveva tratto in salvo 49 migranti in acque internazionali, sull'isola sono volati ieri sera tardi il procuratore aggiunto Salvatore Vella e il sostituto Cecilia Baravelli per coordinare personalmente le indagini ed eseguire gli interrogatori dei componenti dell'equipaggio. Nel corso della notte la Guardia di Finanza aveva notificato al comandante Pietro Marrone il sequestro probatorio della nave, disposto dalla procura di Agrigento che indaga per favoreggiamento all'immigrazione clandestina. 

INDAGATO IL COMANDANTE - Inoltre il comandante della nave Mare Jonio è stato iscritto nel registro degli indagati. Sono due le ipotesi accusatorie a suo carico: favoreggiamento dell'immigrazione clandestinaviolazione dell'articolo 12 del testo unico del codice della navigazione, per il mancato rispetto dell'alt intimato nella notte tra lunedì e martedì dalla Guardia di Finanza.

"RIFAREI TUTTO" - "Rifarei tutto per salvare le persone", ha commentato il comandante prima di entrare nel comando Brigata Lampedusa della Guardia di finanza. "Sono tranquillo - ha aggiunto -, ho fatto il mio dovere. Avrei dovuto lasciarli morire?".

GLI INTERROGATORI - Entro oggi verranno interrogati sia i componenti dell'equipaggio, sia i migranti che erano a bordo. Verranno ascoltati il comandante Pietro Marrone, ma anche il capo missione di Mediterranea Luca Casarini, l'armatore Beppe Caccia e gli altri componenti dell'equipaggio. Intanto, fino al primo pomeriggio, l'equipaggio era ancora a bordo della nave Mare Jonio, che è sequestrata ma la cui custodia è stata affidata all'armatore Beppe Caccia.

"Un fatto storico, che mi fa felice"
SALVINI - Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini, dopo aver incassato il 'no' all'autorizzazione a procedere sul caso Diciotti, esulta: per la Mare Jonio "finalmente c'è stato un sequestro, che è stato confermato. E' un fatto storico, un precedente storico che mi fa felice: non erano mie ipotesi che ci fossero illegalità".
"Vedremo... io non faccio il giudice - insiste il leader della Lega - ma evidentemente c'è qualcuno che si finge soccorritore ma in realtà è fuorilegge".

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E ai giornalisti che gli facevano notare che però, in questo caso, i migranti sono stati fatti sbarcare, Salvini ha risposto che "non posso fare il sequestro della nave se non sbarcano le persone".

"Non abbiamo violato alcuna legge"

CASARINI - "Non abbiamo violato alcuna legge - insiste il capo missione - Le convenzioni internazionali stabiliscono che i naufraghi debbano essere accompagnati verso un porto sicuro, e noi lo abbiamo fatto. L'unica cosa che mi interessava era che queste persone arrivassero a toccare terra in un luogo sicuro. E ce l'abbiamo fatta. Quello che succederà dopo, per adesso non conta". 
E ad alcuni quotidiani spiega che, dal suo punto di vista, "La Libia non è un porto sicuro, come ribadito anche dall'Onu". Inoltre "stava arrivando una tempesta da sud-est, l'unica possibilità era andare verso la Sicilia".

 SIT-IN IN TUTT'ITALIA - "Da oggi pomeriggio sit in in tutta Italia a sostegno di Nave Mare Jonio", annuncia Mediterranea Saving Humans, sottolineando che il progetto "nasce per dare voce a chi muore nel silenzio, per trovarsi laddove si vorrebbe che non ci fosse nessuno, per riuscire, fortunatamente, a salvare ieri 49 esseri umani in balia del mare da giorni".
"Eravamo l'unica imbarcazione civile presente e, nonostante la nostra presenza - aggiunge l'organizzazione - nelle stesse ore davanti alle coste libiche almeno trenta persone perdevano la vita. E chissà quanti sono i naufragi di cui non ci giunge alcuna notizia. Chiamiamo tutte e tutti ad attivarsi in ogni città, per ribadire che i porti sono aperti e che le persone vanno salvate".