di Leo Turrini Il ritorno a casa di Alex Zanardi è un regalo di Natale anche per noi. Per tutti noi che sommessamente, già vent’anni anni fa, ci siamo identificati nella incredibile dignità di un uomo tanto semplice nei sentimenti quanto straordinario nei comportamenti. È stata Daniela Manni, la moglie, ad annunciare che Alessandro aveva finalmente lasciato l’ospedale. Diciotto mesi dopo il terribile schianto tra la sua handbike e un camion sulle strade della Toscana. LE PAROLE "Stare in famiglia gli darà più forza – ha fatto sapere la signora –. Abbiamo aspettato a lungo che ciò accadesse e ora siamo felici. Il recupero continua ad essere un processo lungo, ma...

di Leo Turrini

Il ritorno a casa di Alex Zanardi è un regalo di Natale anche per noi. Per tutti noi che sommessamente, già vent’anni anni fa, ci siamo identificati nella incredibile dignità di un uomo tanto semplice nei sentimenti quanto straordinario nei comportamenti. È stata Daniela Manni, la moglie, ad annunciare che Alessandro aveva finalmente lasciato l’ospedale. Diciotto mesi dopo il terribile schianto tra la sua handbike e un camion sulle strade della Toscana.

LE PAROLE

"Stare in famiglia gli darà più forza – ha fatto sapere la signora –. Abbiamo aspettato a lungo che ciò accadesse e ora siamo felici. Il recupero continua ad essere un processo lungo, ma Alex è un combattente. Il suo programma di riabilitazione, condotto da medici, fisioterapisti, logopedisti e neuropsicologi, ha permesso progressi costanti. Naturalmente le battute d’arresto ci sono e possono ancora verificarsi. A volte bisogna fare due passi indietro per farne poi uno avanti. Fisicamente sta guadagnando forza nelle braccia. Viene seguito da specialisti sempre attenti alle sue esigenze. A casa passa la maggior parte del tempo sulla sedia a rotelle insieme a noi che gli vogliamo bene. Non possiamo prevedere come si svilupperà la sua ripresa, è un percorso e impegnativo e lui ha lo spirito del lottatore. Come famiglia siamo grati a quanti non hanno mai smesso di testimoniarci affetto e supporto".

IL SOLLIEVO

Daniela Manni ha anche accennato, nella sua dichiarazione, al superamento di una situazione pratica che molto pesava a livello morale. "In ospedale le necessarie restrizioni imposte dalla pandemia tenevano Alex in una condizione di inevitabile isolamento – ha spiegato –. Solo io, nostro figlio Niccolò e la madre potevamo fargli visita ma una persona al giorno e per novanta minuti. A casa è tutto più semplice".

LA SPERANZA

La notizia è stata accolta con gioia dal presidente del Coni Malagò ("Alex ci insegna a non mollare mai, è il potere dello sport dche ci consente di averlo con noii") e dal numero uno del movimento paralimpico italiano Pancalli ("È il nostro simbolo e ha voluto farci un altro dono, sperando possa ritrovare serenità familiare e successi di ripresa"). Naturalmente, come del resto attestano le parole della moglie, il quadro clinico generale rimane sotto costante monitoraggio. Nell’incidente del giugno 2020, Zanardi riportò ferite gravissime alla testa. È stato sottoposto a più interventi chirurgici. È un uomo di cinquantacinque anni, abituati alle sfide più intense e drammatiche. Nel 2001 subì l’amputazione di entrambe le gambe, dopo uno spaventoso crash in una gara di Formula Indy su un circuito ovale in Germania. Cosa abbia saputo fare dopo, reinventandosi la vita fino a diventare uno dei simboli migliori della italianità, è noto.

LA PAROLA

C’è una frase, nella dichiarazione di Daniela, che restituisce ad ognuno di noi un desiderio che viene dal profondo: risentire la voce di Alex, così emiliana nella intonazione, così schietta nella espressione dei concetti, perché Zanardi, sin da quando era un debuttante in Formula Uno all’alba degli anni Novanta, ha sempre privilegiato la trasparenza. Una volta rispose così ad Ayrton Senna che si lamentava per un doppiaggio difettoso: "Non è colpa mia se vai piano". E giù una risata. Alex sta lavorando con un logopedista. Per tornare a parlare. E noi abbiamo nostalgia di quella voce.