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16 giu 2022

Napoli senza panni stesi, schiaffo alla tradizione

Dal primo luglio il Comune vuole vietare il bucato appeso tra i palazzi del centro storico. Ma sarebbe come togliere le gondole a Venezia

16 giu 2022
massimo
Cronaca

di Massimo

Donelli

In una città dove si va sullo scooter anche in tre senza casco; il concetto di senso unico viene meno se la strada è larga a sufficienza per due auto; il contrabbando di sigarette è tollerato perché sfama centinaia di famiglie; il commercio ambulante abusivo è la norma (passeggiando per Toledo, come si chiamava un tempo via Roma, potete comprare anche un cucciolo di cane; e venti metri dopo c’è qualcuno pronto a vendervi il guinzaglio); e, infine, prostituzione, spaccio e scippi punteggiano le 24 ore…

Ebbene, in questa città, talmente unica e bella da meritarsi il proverbio "Vedi Napoli e poi muori", sapete qual è il problema? Il bucato. Sì, avete letto bene. Il bucato. Perché il Comune, con sprezzo del ridicolo, vuole vietare, dal primo luglio, di stendere i panni dalle finestre e fra le finestre. Non nei quartieri alti, come il Vomero e Posillipo, dove ampi poggioli e terrazzi sono la norma e la questione non si pone. Ma nel centro storico, "nei quartieri dove il Sole del buon Dio non dà i suoi raggi, ha già troppi impegni per scaldar la gente di altri paraggi" (La città vecchia, Fabrizio De André, 1966). Ovvero là dove è impossibile fare diversamente.

E qui casca l’asino… comunale. Perché a Palazzo San Giacomo, da cui il sindaco gode di un’ottima vista sul meraviglioso Maschio Angioino, ignorano due o tre cosette che, invece, dovrebbero ben sapere. La prima è, per così dire, estetica e filosofica: togliere i panni dai vicoli di Napoli è come togliere le gondole dai canali di Venezia o le botticelle dalle strade di Roma; significa, cioè, mutilare la città, censurarne l’anima e la Storia. La seconda, in tempi di inflazione e costo stellare dell’energia, non è da poco: se mi vieti di stendere, debbo comprare un’asciugatrice, che costa non meno di 300 euro; quindi, caro il mio Comune, è come se tu mi imponessi una tassa. La terza è targata Usa: basta digitare laundrylist.org per scoprire che il movimento Right To Dry (Diritto ad asciugare) ha ottenuto la possibilità di stendere i panni al sole in quasi tutti gli Stati; perché il bucato ondeggiante sui fili è ecologico, mentre una singola asciugatrice elettrica rilascia nell’aria in un anno fino a 120 milioni di microfibre inquinanti. Si pretende, quindi, di vietare a Napoli, capitale mondiale della tolleranza e del pubblico bucato, ciò che è garantito per legge a Salem, capitale dell’Oregon? Ma facìteme ‘o piacere!

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