Lunedì 20 Maggio 2024
LUIGI CAROPPO
Politica

Susanna Ceccardi (Lega): "No all’Eurocrazia. L’Italia sia sovrana anche a Bruxelles"

L’eurodeputata: da Umberto Bossi a Matteo Salvini c’è perfetta continuità. "Il veleno della sinistra è stato il carburante della mia passione politica"

L'eurodeputata Susanna Ceccardi (Lega)

L'eurodeputata Susanna Ceccardi (Lega)

Roma, 4 maggio 2024 – Susanna Ceccardi, europarlamentare uscente, lo slogan della Lega per le elezioni di giugno è "Più Italia e meno Europa". Ci spieghi.

"Qualche partito sogna un super-Stato europeo, un’Eurocrazia centralista che fa gli interessi di pochi e impone decisioni dall’alto sulla testa dei popoli, riducendoli da cittadini a sudditi. Noi invece siamo convinti che i cittadini italiani debbano essere sovrani e che solo nazioni più forti rendano l’Europa più forte. Non viceversa".

Lei all’Europarlamento ha battagliato per difendere i territori, ma sa anche che dall’Europa arrivano tante risorse fondamentali per lo sviluppo. Non crede?

"Le principali fonti di entrate per il bilancio 2021-’27 dell’Ue sono i contributi degli Stati membri fondati sul loro reddito nazionale lordo, sulle risorse basate sull’imposta sul valore aggiunto e sui dazi doganali. Quindi parliamoci chiaro: sono in gran parte soldi nostri, frutto del nostro lavoro. Il punto è stabilire come Bruxelles debba redistribuirli. Deve dare soldi agli agricoltori italiani per fargli buttare via i raccolti? Deve usarli per oliare la macchina dell’immigrazione irregolare di massa che porta all’islamizzazione dell’Italia? Per rifilarci auto elettriche e case green? Per riempirci di armi e scatenare la Terza guerra mondiale? Noi crediamo di no e abbiamo un’idea di sviluppo ben diversa da quella di chi sta deprimendo la nostra economia e aggredendo i nostri livelli occupazionali".

I sondaggi e le previsioni. Cinque anni fa il boom leghista. Adesso molti analisti parlano di un testa a testa con Forza Italia. Il posizionamento della Lega a destra voluto dal leader Salvini non ha portato a uno snaturamento dei valori tradizionali?

"Autonomia, indipendenza, libertà dei popoli e dei territori sono valori tradizionali della Lega sin dalla sua fondazione. Abbiamo sublimato questi concetti dalla dimensione nazionale a quella comunitaria, portando la battaglia da Roma a Bruxelles. Da Bossi a Salvini, c’è perfetta continuità su questo elemento essenziale del nostro sentire".

Lei ha sempre detto, anche prima dell’ufficialità, che la candidatura del generale Vannacci era utile alla causa della Lega. Sempre convinta del valore aggiunto?

"Sì. La candidatura di Vannacci è un omaggio alla libertà di pensiero e di espressione che fa onore a chi l’ha proposta".

L’altro giorno sui social qualche leone da tastiera ha messo la sua immagine a testa in giù. Sarà una campagna elettorale avvelenata?

"C’è una parte della sinistra che non ha ancora imparato le regole basilari della democrazia. Sono quelli che tollerano solo chi la pensa come loro e vorrebbero imbavagliare tutti gli altri. È il fascismo degli antifascisti che ho ben presente sin da quando, studentessa, venivo aggredita dai collettivi all’Università di Pisa. Il loro veleno è stato il carburante della mia passione politica".

Dopo il voto di giugno il dibattito all’interno del suo partito ripartirà. Il congresso in autunno in un modo o in un altro sarà di pacificazione tra le varie anime della Lega?

"La convocazione del congresso federale ancora non c’è, ma Salvini è stato già scelto dai militanti come segretario in ben due congressi. La sua investitura a livello interno, quindi, è stata assolutamente democratica e se si ricandiderà io lo voterò".