Venezia, 10 luglio 2020 - Il via al primo test su tutte le 78 paratoie del Mose, che si sono alzate contemporaneamente, lo ha dato il premier Giuseppe Conte premendo un pulsante. "Siamo qui per un test, non per una passerella. Il governo vuole verificare l'andamento dei lavori", ha detto il presidente del Consiglio dalla control room nell'isola artificiale del Lido di Venezia
Le paratoie del Mose si sono innalzate alle tre bocche di porto alle 10.48. La Laguna di Venezia è stata chiusa completamente al mare stamane.  "Il Mose funziona", assicurano gli esperti del Centro maree di Venezia i cui strumenti oggi, quando tutte e tre le bocche di porto erano chiuse dalle paratoie, hanno rilevato una misura in laguna di +18 centimetri sul medio mare, e contemporaneamente +50 oltre le barriere, cioè in Adriatico. Il Mose dovrebbe essere ultimato entro il 31 dicembre 2021.

Il premier Giuseppe Conte è giunto a Venezia assieme alla ministra delle infrastrutture Paola De Micheli, alla ministra degli interni Luciana Lamorgese e al ministro per i rapporti con il Parlamento e le Riforme Federico D'Incà. Il presidente del Veneto Luca Zaia, e il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, li hanno accolti sull'isola artificiale che divide la Bocca di Porto del Lido, dove è stata approntata la stanza dei bottoni. Da lì si possono seguire le operazioni di sollevamento e discesa delle paratoie nelle quattro 'bocche', da nord a sud: Lido-Treporti, Lido-San Nicolò, Malamocco e Chioggia, che separano la laguna dal mare.

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Conte

"Questo Mose va completato e dobbiamo fare in modo che il prossimo autunno-inverno ci sia uno strumento di salvaguardia", ha sottolineato Conte. Non sono mancate le proteste: decine le imbarcazioni davanti a piazza San Marco, con striscioni contro le dighe, perchè ritenute inutili e contro il transito delle grandi navi. Non possono avvicinarsi, ma il premier gli risponde: "È giusto avere dubbi, è giusta la dialettica, ma dico a chi sta protestando, ai cittadini e intellettuali, concentriamoci sull'obiettivo di completare il Mose". E ha aggiunto: "Facciamo in modo che funzioni. Di fronte all'ultimo miglio la politica si assume le proprie responsabilità e decide che con un ulteriore sforzo finanziario si completa e si augura che funzioni". Poi ancora il premier: "Abbiamo una poderosa opera che attende da anni il completamento. E' nata già da tante polemiche, per un obiettivo concreto, per quanto visionario, salvaguardare Venezia dall'acqua alta".

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Zaia

"La storia del Mose è la storia di una Via Crucis. Ci è stata presentata come un'opera unica con i pregi e i difetti di un'opera unica, ma dopo aver investito 5,5 miliardi e qualche miliardo in più a corredo deve funzionare. Spero che funzioni". Queste le parole del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. "Ora agli occhi di molti il Mose è l'inchiesta del 4 maggio 2014, con 135 provvedimenti e 35 arrestati, ma noi dobbiamo fare in modo che sia solo una parte di quella vicenda", ha ricordato il governatore veneto, che ha aggiunto: "Ci preoccupa la partita della gestione che vale 80-100 milioni l'anno, che non sono pochi e che dovremo affrontare".
Poi Zaia ha chiesto al Presidente del Consiglio "di rivedere la scelta improvvida del Governo Renzi, presa nove giorni dopo gli arresti, che ha decretato la fine del Magistrato alle Acque". E ha suggerito: "È ora di ripristinare questo ragionamento e dare la gestione del Mose al Comune. Se c'è l'acqua alta ritengo giusto che il sindaco risponda ai cittadini".

Brugnaro

Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro polemico: "Non mi associo al ringraziamento verso tutti quelli che si sono succeduti alla costruzione del Mose, la storia giudicherà", ma, ha aggiunto, "sono sempre stato un grande sostenitore di quest'opera". Il primo cittadino ha continuato: "Solo con l'ingegneria e la tecnica e il lavoro di tante persone che ci hanno messo il cuore si è arrivati a fare quest'opera grandissima. Io rappresento chi beneficerà di quest'opera, i 'clienti' cittadini che ogni anno vanno sotto acqua. Spero che si possa trovare in modo veloce un modello di gestione del Mose, un gruppo con tutta la città".

Mose non è finito

"Il Mose non è finito, ci sono 18 mesi di lavori e test, bisognerà avviare il collaudo tecnico funzionale e poi alcuni anni di rodaggio per l'avviamento, per la progressiva ottimizzazione con procedure trasparenti e controllo rigoroso dei costi", ha spiegato la commissaria alla conclusione del Mose di Venezia, Elisabetta Spitz. L'opera, ha proseguito "ha una storia travagliata e controversa, a noi è stato affidato il compito di portarla a termine. Una lunga pagina si chiude. Ringraziamo i veneziani per la lunga pazienza. Con le prove dei prossimi mesi sarà già possibile dal prossimo autunno il sollevamento in caso di maree altissime e salvare dall'acqua alta la Laguna". Ma le acque alte eccezionali non sorprenderanno Venezia: "Già dal prossimo autunno sarà possibile innalzare le paratoie", anche se l'opera non potrà dirsi completamente finita prima di 18 mesi.