Lunedì 17 Giugno 2024

Messina Denaro, l'avvocato: "È in condizioni molto gravi". Ma dal carcere smentiscono

La nipote e legale Lorenza Guttaduro: "Non so se lo stanno curando bene". Fonti sanitarie da L'Aquila: "Sta facendo le terapie compatibili con la sua malattia"

Roma, 15 febbraio 2023 - Lorenza Guttaduro, nipote e avvocato di Matteo Messina Denaro, lancia l'allarme sulle condizioni di salute del boss di 'Cosa nostra': "Le sue condizioni sono molto gravi - ha detto oggi il legale di Messina Denaro a Rai News 24 -. Non credo che la cella possa essere paragonata ad un ambulatorio medico. Non so se lo stanno curando bene". A stretto giro è arrivata la risposta dal carcere de L'Aquila, dove fonti sanitarie del penitenziario hanno confermato le "buone" condizioni generali del capomafia rinchiuso al 41bis.

Affetto da un tumore al colon, per cui è stato operato due volte (una delle quali per metastasi al fegato) mentre era ricercato, il boss di Castelvetrano viene sottoposto a trattamenti di chemioterapia in un ambulatorio ad hoc ricavato di fronte alla sua cella. Medici e responsabili del supercarcere sostengono, dunque, che le parole dell'avvocatessa "non corrispondano al quadro clinico". "Il paziente viene seguito con puntualità e sta facendo terapie neoplastiche ambulatoriali che sono compatibili con la sua malattia", hanno risposto i sanitari replicando alla Guttadauro che aveva stigmatizzato il fatto che le cure venissero effettuate in carcere. "Se fosse servito il ricovero, avrebbe fatto cure in ospedale" hanno sottolineato ancora le fonti sanitarie dal carcere.

Matteo Messina Denaro poco dopo l'arresto dello scorso 16 gennaio (Ansa)
Matteo Messina Denaro poco dopo l'arresto dello scorso 16 gennaio (Ansa)

Secondo quanto si è appreso, dopo la seconda chemio, somministrata il 6 febbraio scorso, il boss non avrebbe avuto problemi legati agli effetti collaterali. Che il capomafia non sia in cattive condizioni di salute era apparso anche ai magistrati che, lunedì scorso, sono andati a interrogarlo. Al procuratore di Palermo Maurizio de Lucia e all'aggiunto Paolo Guido il boss sarebbe sembrato lucido e non sofferente. Un interrogatorio storico quello condotto dai due pm che hanno coordinato l'indagine che ha portato alla cattura di Messina Denaro, durato un'ora. Garbato, per nulla ostile, il boss ha risposto alle domande dei magistrati che gli hanno contestato nuove accuse. La ricettazione della pistola con matricola abrasa scoperta in una intercapedine di un mobile della cucina nel covo di vicolo San Vito a Campobello di Mazara, in cui Messina Denaro ha trascorso gli ultimi mesi di latitanza, il reato di sostituzione di persona (il boss usava l'identità del geometra Andrea Bonafede) e l'aver falsificato le carte di identità (almeno 5) trovate sempre nell'appartamento.

Messina Denaro avrebbe cercato di ridimensionare il suo ruolo, negando di essere il capomafia stragista che tutti ritengono. Un faccia a faccia inevitabile, quello di lunedì, che non avrebbe portato novità di alcun genere al lavoro dei pm. Di certo, non sembra l'avvio di una collaborazione con la giustizia. Dell'interrogatorio la legale, disponibile a parlare della salute dello zio, non intende dire nulla.