Un test-drive a Milano gestito dall’esercito: in Italia il tasso di positività è al 4,3%
Un test-drive a Milano gestito dall’esercito: in Italia il tasso di positività è al 4,3%
Il Covid allenta la presa sull’Italia. Nell’ultima settimana calano i morti, tornano a respirare gli ospedali e diminuiscono anche i nuovi positivi. A evidenziarlo è l’ultimo rapporto della Fondazione Gimbe. "In una settimana, quella dal 21 al 27 aprile – si legge nel report –, calano del 7,7% i nuovi casi di Covid-19 (90.449 rispetto ai 98.030 della precedente) e del 10,5% i decessi (2.279 contro 2.545). Si allenta la pressione sugli ospedali, con un calo del 12,7% dei ricoverati con sintomi (20.312 rispetto a 23.255) e del 12,8% di ricoverati in terapia intensiva (2.748 rispetto a 3.151). Tuttavia gli attualmente positivi sono ancora molti, oltre 448.000, una cifra che conferma come la circolazione virale del Sars-Cov-2 nel nostro Paese sia ancora molto elevata". Che...

Il Covid allenta la presa sull’Italia. Nell’ultima settimana calano i morti, tornano a respirare gli ospedali e diminuiscono anche i nuovi positivi. A evidenziarlo è l’ultimo rapporto della Fondazione Gimbe. "In una settimana, quella dal 21 al 27 aprile – si legge nel report –, calano del 7,7% i nuovi casi di Covid-19 (90.449 rispetto ai 98.030 della precedente) e del 10,5% i decessi (2.279 contro 2.545). Si allenta la pressione sugli ospedali, con un calo del 12,7% dei ricoverati con sintomi (20.312 rispetto a 23.255) e del 12,8% di ricoverati in terapia intensiva (2.748 rispetto a 3.151). Tuttavia gli attualmente positivi sono ancora molti, oltre 448.000, una cifra che conferma come la circolazione virale del Sars-Cov-2 nel nostro Paese sia ancora molto elevata".

Che la situazione sia comunque destinata a migliorare almeno ancora per qualche settimana è lo stesso presidente di Gimbe. "Come atteso – spiega Nino Cartabellotta –, continua la lenta e progressiva discesa dei nuovi casi settimanali, frutto delle restrizioni di un’Italia tutta rosso-arancione delle scorse settimane, che proseguirà verosimilmente ancora fino a metà maggio". Dopodiché, dipenderà in buona parte da noi. "I numeri continuano a migliorare, ma il dato dei contagiati è ancora molto elevato e quindi riaprendo stiamo sul filo del rasoio. Tornando quasi tutta Italia in giallo – osserva Cartabellotta –, è evidente che ci sarà una risalita dei casi, dipenderà dal comportamento dei cittadini quanto rilevante sarà questa salita. Per capire l’effetto delle riaperture ci vorranno però alcune settimane. Per questo è importante fare prevenzione ben prima di vedere i numeri tornare a salire, evitando che il giallo sia interpretato come un ’liberi tutti’. I controlli servono, però, questo è il momento di una grande alleanza tra politica, cittadini e servizi sanitari nel senso della reponsabilità. Da parte del Governo mi auguro che ci sia l’avvio di un piano di gestione della pandemia nel medio periodo".

Che con la pandemia ci sia ben poco da scherzare lo evidenziano anche i nuovi dati del monitoraggio costante della Johns Hopkins University che riguardano l’intero pianeta. I contagi registrati sono attualmente 149.242.187. Questo significa che dall’inizio della pandemia, circa un abitante della Terra su 50 è stato contagiato dal Coronavirus. Passando di cifra in cifra, intanto in Italia sono 14.320 i nuovi contagi da Covid-19 nelle ultime 24 ore, ovvero 935 in più rispetto al giorno prima, con 330mila tamponi (-6mila) effettuati. Le vittime scendono da 344 a 288 (-56). Gli attualmente positivi ammontano a 438.709 (-4mila) con 19.351 ricoverati nei reparti ordinari (-509) e 2.640 in terapia intensiva (-71). Restano in isolamento domiciliare 416mila pazienti (-4mila).

Possono così dirsi cautamente positivi i dati del bollettino di ieri del ministero della Salute che registra però un tasso di positività del 4,3% in salita dello 0,3%. La regione che ha registrato più casi è la Lombardia (2.306), seguita da Campania (1.986), Puglia (1.501), Lazio (1.124), Piemonte (1.084), Sicilia (1.061) , Toscana (1.052) ed Emilia Romagna (979). "Il numero di posti letto occupati da pazienti Covid nei reparti di area medica e terapia intensiva – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe – continua a scendere, anche se il numero di pazienti ospedalizzati rimane elevato". Nel dettaglio, in area medica la curva ha raggiunto il picco il 6 aprile con 29.337 casi e una discesa del 26,6% in 21 giorni. L’occupazione da parte dei pazienti Covid supera ancora il 40% in 2 regioni. Per quanto riguarda la terapia intensiva, la curva ha raggiunto il picco il 6 aprile (con 3.743), con una discesa del 30,8% in 21 giorni; i numeri assoluti rimangono elevati (2.748 posti letto occupati), determinando il superamento della soglia di saturazione del 30% ancora in 7 regioni.

Alessandro Farruggia