Foto generica di mascherina
Foto generica di mascherina
Un dispositivo da inserire nella mascherina (Ffp2 o chirurgica) che attraverso una reazione biochimica cambia colore mostrando quando la stessa non è più efficace. L’invenzione, già brevettata, è di Viorel Ionut Bohotici, 19 anni, studente al primo anno del politecnico di Torino, originario di Camerata Picena in provincia di Ancona. Presenterà il suo dispositivo usa e getta (che sostanzialmente avvolge la mascherina) a febbraio all’Expo di Dubai ma lui ha deciso di svelare la...

Un dispositivo da inserire nella mascherina (Ffp2 o chirurgica) che attraverso una reazione biochimica cambia colore mostrando quando la stessa non è più efficace. L’invenzione, già brevettata, è di Viorel Ionut Bohotici, 19 anni, studente al primo anno del politecnico di Torino, originario di Camerata Picena in provincia di Ancona. Presenterà il suo dispositivo usa e getta (che sostanzialmente avvolge la mascherina) a febbraio all’Expo di Dubai ma lui ha deciso di svelare la novità pur senza entrare troppo nei dettagli.

"Ho già realizzato un prototipo alla fine dell’anno scolastico all’istituto superiore Galilei di Jesi dove mi sono diplomato. Trascorrevo quattro ore ogni pomeriggio in laboratorio e sono riuscito a studiare la reazione biochimica attraverso particolari enzimi. Non posso svelare di più, se non che sono delle proteine che mi permettono di far avvenire la reazione e il cambiamento di colore. Ha un costo di appena un centesimo a mascherina secondo un’indagine di mercato effettuata con ingegneri gestionali dell’associazione Sit-polito".

Viorel Bohotici, 19 anni

"L’idea – spiega Viorel Ionut Bohotici – è nata proprio dalle mascherine, perché avevo letto un sondaggio sul web in cui il 72% della popolazione campione ammetteva di aver utilizzato la mascherina per diversi giorni consecutivi, pur consapevole che non fosse una modalità corretta. Ho pensato quindi che se lo Stato introducesse l’obbligo di mascherine con questo indicatore le persone sarebbero più tranquille, perché ad esempio trovandosi all’interno di un autobus potrebbero capire dal sensore colorato se la mascherina ha perso il suo potere filtrante e allontanarsi dalla persona che la indossa. Oppure ad esempio si può prevedere che l’accesso ai negozi o ai locali chiusi non è consentito quando l’indicatore è scuro perché ciò significa che la mascherina non è più efficace".

Il dispositivo è un indicatore temporale per determinare la durata dei beni consumabili e può avere applicazione anche negli involucri che conservano i cibi per capire a colpo d’occhio se ben conservato o meno. "Un sistematico utilizzo di questo dispositivo - conclude l’inventore 19enne - ridurrebbe sensibilmente le possibilità di contagio, e verrebbe automaticamente ad impattare in modo positivo sull’incidenza delle malattie infettive e sul sistema sanitario nazionale, con evidenti benefici logistico-organizzativi ed anche economici a favore dell’assistenza sanitaria".