Gabriele

Canè

Se andiamo avanti così, finisce che ci saltano alla gola perché il vicino musulmano ci ha visto mangiare un panino al prosciutto: assemblee di condominio, social scatenati. Dovremo scusarci, fare un abbonamento a un kebab per ottenere il perdono. Esageriamo? Forse. Ma mica tanto, vista la china che ha preso il nostro Occidente prono a un sempre più arrogante "politicamente corretto": in cui sono sempre altri a stabilire cosa lo sia e cosa no. Il che sarebbe già grave, se non diventasse gravissimo il fatto che non li mandiamo a quel paese, ma ci cospargiamo pure il capo di cenere. Come hanno fatto Gerry Scotti e la Hunziker, "rei" di aver imitato gli occhi a mandorla presentando un servizio su Pechino. Ne è nato un finimondo: offese, minacce di morte. E penosissime scuse. Come ha dovuto fare la Evian in Francia per uno spot sulla sua acqua lanciato quando iniziava il ramadan in cui non si mangia e non si beve dall’alba al tramonto. E il doppiatore di un personaggio dei Simpson che ha alzato bandiera bianca? "Scusate, ho offeso gli indiani". Intendiamoci. Se si offende veramente qualcuno per la sua razza o appartenenza, non solo si deve chiedere scusa, ma bisogna andare a nascondersi. Ma nei mille casi come quelli appena citati in cui ogni giorno i "buoni" bacchettano i "cattivi" senza un motivo reale, beh, altro che scuse. Perché esiste il dovere assoluto del rispetto. Degli altri, certo. Ma anche di noi stessi e della nostra civiltà.