Davide

Rondoni

Ai ragazzi diamo l’insufficienza, ok. Ma alla scuola che voto diamo? Dopo quasi due anni scolastici martoriati c’è chi propone la sufficienza a tutti gli studenti. Ammesso e non concesso che abbia senso parlare ancora di valutazioni di tal genere, è assurdo demolire la esperienza scolastica fino a privare i ragazzi di una valutazione - per quanto contestualizzata- sul loro impegno. Sarebbe negare la scuola fino in fondo.

Ma se diamo insufficienza ai ragazzi, che voto dovremmo dare a chi ha gestito una scuola che – stando a dati Unesco – è tra le peggiori d’Europa (31 settimane di chiusura contro le 11 di Francia) per capacità di affronto dei problemi di convivenza con l’emergenza Covid? Un 4?

Risulterà credibile un voto basso ai ragazzini che hanno perso in clausura entusiasmo e compagnia da parte di una Istituzione governata a lungo da ministri-macchietta, da presidi in molti casi cuor di pecora, da insegnanti che talvolta hanno avuto pure il coraggio di volere (oltre a stipendio assicurato mentre metà Italia salta per aria economicamente) anche il rimborso spese per l’uso del wi-fi?

Le crisi servono per cambiare: diamo il voto ai ragazzi, ma cominciamo a dare i voti anche a insegnanti e presidi, iniziamo a valutare davvero anche il lavoro della Scuola e dei suoi addetti. Premiamoli dove tante volte son virtuosi ma diamo l’insufficienza (e le sue conseguenze) se non lo sono.