L’ex presidente dello Ior, Angelo Caloia, 81 anni, e l’ex avvocato dello stesso Istituto finanziario della Santa Sede, Gabriele Liuzzo, 97 anni, sono stati condannati a 8 anni e 11 mesi di reclusione per i reati di riciclaggio e appropriazione indebita aggravata, e a pagare una multa di 12.500 euro. Il tribunale vaticano, presieduto dall’ex procuratore di Roma Giuseppe Pignatone, ha condannato, inoltre, Lamberto Liuzzo, figlio di Gabriele, 55 anni, a 5 anni e due mesi e al pagamento di una multa di 8 mila euro. I tre imputati sono stati interdetti in perpetuo dai pubblici uffici. Il tribunale del Vaticano ha disposto anche la confisca delle somme già sequestrate sui conti correnti degli imputati e un risarcimento allo Ior e allo Sgir di circa 23 milioni. Il processo riguarda la vendita a prezzi ribassati di una quota del patrimonio immobiliare dell’Istituto per le Opere di Religione.

È la prima volta che il Vaticano emette una sentenza con pene carcerarie per reati finanziari. Per una parte dei 29 immobili venduti tra il 2001 e il 2008 il tribunale ha assolto Caloia e Liuzzo dall’accusa di peculato o di appropriazione indebita aggravata per insufficienza di prove o perché il fatto non sussiste e anche Lamberto Liuzzo dall’accusa di autoriciclaggio. "Attendiamo di leggere la motivazione e ricorreremo in appello", ha detto l’avvocato dell’ex presidente dello Ior.