Anche Bruxelles si muove per bloccare l’impennata dei prezzi. La Commissione Ue ha messo a punto un pacchetto di misure che puntano a ridurre le differenze di prezzo delle materie prime fra gli Stati membri, a creare depositi di stoccaggio del gas per evitare l’altalena delle forniture e a "decarbonizzare" il mercato del gas....

Anche Bruxelles si muove per bloccare l’impennata dei prezzi. La Commissione Ue ha messo a punto un pacchetto di misure che puntano a ridurre le differenze di prezzo delle materie prime fra gli Stati membri, a creare depositi di stoccaggio del gas per evitare l’altalena delle forniture e a "decarbonizzare" il mercato del gas. Tra le idee, annunciate nei giorni scorsi dalla Commissaria all’energia Kadri Simson (nella foto) al Consiglio dei ministri e che dovrebbero essere presentate ufficialmente oggi, anche un regolamento con obblighi per i fornitori di metano, per ridurre in modo sostanziale le perdite.

Non tutti, però, sono d’accordo. Danimarca, Olanda, Germania e Austria, guardano con sospetto alla nuova stretta normativa, anche perché sono fortemente dipendenti dal carbone e prima di muoversi vorrebbero capire meglio l’evoluzione dei prezzi nei prossimi mesi. Sull’altro fronte i "paesi del Sud", dall’Italia alla Spagna, dalla Grecia alla Romania, che invece sono favorevoli ad un intervento europeo. La parola passa, a questo punto, al summit dei leader europei previsto per domani.

La riforma del mercato del gas, però, guarda oltre, ai consumatori e alla decarbonizzazione del settore, soprattutto grazie all’idrogeno. Per il primo aspetto, la Commissione propone di riconoscere ai consumatori più diritti, dalla trasparenza delle bollette alla sicurezza dell’approvvigionamento per le fasce sociali più deboli, fino alla partecipazione diretta al mercato, con il diritto di consumare, immagazzinare e vendere gas rinnovabile autoprodotto. Per il secondo aspetto, le proposte mirano a far emergere un mercato dell’idrogeno e dei gas rinnovabili.