La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, 62 anni
La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, 62 anni
L’Ema (Agenzia europea del farmaco) sdogana il vaccino Janssen sviluppato e prodotto negli Stati Uniti dalla Johnson&Johnson. Da oggi il siero monodose a vettore virale – abbreviato per praticità con la sigla J&J – sarà utilizzabile nella campagna vaccinale di tutta Europa. Dalla revisione accelerata non sono emerse controindicazioni all’uso di massa. "Sulla base delle prove attualmente disponibili — scrive il comitato di farmacovigilanza dell’Ema – il rapporto rischio-beneficio complessivo rimane positivo". Le preoccupazioni di...

L’Ema (Agenzia europea del farmaco) sdogana il vaccino Janssen sviluppato e prodotto negli Stati Uniti dalla Johnson&Johnson. Da oggi il siero monodose a vettore virale – abbreviato per praticità con la sigla J&J – sarà utilizzabile nella campagna vaccinale di tutta Europa. Dalla revisione accelerata non sono emerse controindicazioni all’uso di massa. "Sulla base delle prove attualmente disponibili — scrive il comitato di farmacovigilanza dell’Ema – il rapporto rischio-beneficio complessivo rimane positivo".

Le preoccupazioni di una replica del caso AstraZeneca – con continui stop causa trombosi e conseguente allarme sociale – risultano in parte superate. Questione di numeri. Sino ad oggi J&J ha registrato otto casi di trombosi (tutti negli Stati Uniti, a fronte di 7 milioni di inoculazioni), contro i 142 di AstraZeneca, i 25 di Pfizer-BioNTech e i 5 di Moderna. Inoltre J&J, pur essendo a vettore virale come AstraZeneca, valorizza un adenovirus umano anziché animale. "Ci sono state otto segnalazioni di casi gravi di insoliti coaguli di sangue associati a bassi livelli di piastrine", riconosce l’Ema. "Un legame chiaro". I casi analizzati "erano molto simili a quelli verificati con AstraZeneca". Tuttavia "solo uno ha avuto esito fatale".

Secondo l’Ema sarà sufficiente rivedere il ’bugiardino’ inserendo tra gli effetti collaterali "rari casi di coaguli di sangue associati a bassi livelli di piastrine". I pazienti che assumeranno il vaccino J&J dovranno rivolgersi al medico solo se nei giorni successivi accuseranno uno dei seguenti sintomi: "Fiato corto, dolore al petto, gonfiore alle gambe, persistente dolore addominale, sintomi neurologici come mal di testa grave e persistente, o vista offuscata, minuscole macchie di sangue sotto la pelle oltre l’area di iniezione".

Ora saranno i singoli Paesi a decidere a chi somministrare preferenzialmente il nuovo vaccino. Al momento in Italia si fronteggiano due ipotesi: quella preferita da Aifa e ministero della Salute di evitare ogni rischio riservando J&J agli over 60 (come già accade per AstraZeneca), oppure distribuirlo senza prescrizioni. "Mi auguro che l’Aifa non metta limiti di età", suggerisce l’assessore alla sanità del Lazio, Alessio D’Amato.

Circa 184mila dosi J&J sono già stoccate all’hub di Pratica di Mare e ora potranno essere distribuite dando ulteriore spunto alla campagna vaccinale. Altro vantaggio del siero statunitense appare quello della conservazione: a -20 gradi è stabile per due anni, ma può resistere in frigorifero a una temperatura tra 2 e 8 gradi se somministrato entro tre mesi. L’Ue ha prenotato 200 milioni di dosi J&J. In Italia ne arriveranno 26,5 milioni: 7,5 entro fine giugno.

g.ros.