La suggestione è forte: rivedere in Parlamento il simbolo dell’Italia dei Valori. Il movimento fondato dall’ex pm Antonio Di Pietro (nella foto) nel 1998, dopo le esperienze di governo con il centrosinistra e il successivo declino, potrebbe ’dare asilo’ agli ex 5 Stelle cacciati dopo il no al governo Draghi. D’altra parte proprio l’Idv fu una sorta di incubatore delle istanze che poi esplosero nel Movimento 5 Stelle. Inoltre la Casaleggio Associati curava il blog dello stesso Di Pietro.

L’Idv non è più affare di Di Pietro, dal 2013 il segretario è l’avvocato Ignazio Messina (che conferma contatti con gli espulsi dal M5s) e dal simbolo è stato tolto il nome dell’ex pm. Ora il logo con il gabbiano potrebbe ritornare in Parlamento, perché sono le norme del Senato a consentirlo: per formare un nuovo gruppo non basta avere almeno 10 senatori, ma secondo il nuovo regolamento del 2017 occorre essere collegati a un partito che si era presentato alle elezioni. E l’Idv nel 2018 si trovava (minuscolo) dentro il simbolo della lista Civica popolare di Beatrice Lorenzin.