La didattica a distanza da oltre un mese è tornata protagonista delle giornate degli studenti, specialmente dei più grandi. Uno strumento, partito quasi come un esperimento a fine febbraio, che ha salvato la scuola italiana da una chiusura prolungata durante la prima fase della pandemia, seppur tra tanti problemi. Il portale Skuola.net ha sentito 3mila studenti delle superiori: il quadro è con più ombre che luci. La scuola a distanza non è ancora vista alla pari delle lezioni in aula, tanto è vero che quasi 1 su 3 ammette tranquillamente di seguire rimanendo comodamente in pigiama.

A loro si aggiunge un 57% che non arriva a questi estremi ma si veste comunque ‘da casa’ (con tuta o abiti comodi). Solo 1 su 10 dice che si prepara, più o meno, come se dovesse uscire. Il fatto di non essere controllati ‘a vista’ dai professori, però, invoglia parecchi studenti anche a usare la tecnologia a modo loro: più di 6 su 10 confessano che, almeno una volta, hanno risposto presente all’appello del docente ma poi hanno spento microfono e telecamera per fare i propri comodi. Per quasi 1 su 10, tra l’altro, questa è un’usanza frequente.