Matteo Salvini, 48 anni, è segretario della Lega dal 2013
Matteo Salvini, 48 anni, è segretario della Lega dal 2013
La miglior difesa, da sempre, è l’attacco. E anche questa volta, come già accadde per il caso Gregoretti, l’ex ministro dell’Interno del Conte I, Matteo Salvini, è partito a testa bassa, respingendo l’accusa di sequestro di persona nella vicenda Open Arms e insistendo sul tema della "politica condivisa" dal governo dell’epoca sulla chiusura dei porti, rilanciandola anche sul Conte 2: "Anche Lamorgese ha fatto come facevo io", ha detto il capo della Lega. Parole che non hanno affatto convinto, però, il capo della procura di Palermo, Francesco Lo Voi, che ne ha chiesto il rinvio a giudizio. Secondo i magistrati siciliani fu lui – e solo lui, secondo i...

La miglior difesa, da sempre, è l’attacco. E anche questa volta, come già accadde per il caso Gregoretti, l’ex ministro dell’Interno del Conte I, Matteo Salvini, è partito a testa bassa, respingendo l’accusa di sequestro di persona nella vicenda Open Arms e insistendo sul tema della "politica condivisa" dal governo dell’epoca sulla chiusura dei porti, rilanciandola anche sul Conte 2: "Anche Lamorgese ha fatto come facevo io", ha detto il capo della Lega. Parole che non hanno affatto convinto, però, il capo della procura di Palermo, Francesco Lo Voi, che ne ha chiesto il rinvio a giudizio. Secondo i magistrati siciliani fu lui – e solo lui, secondo i pm – a decidere di tenere in mare per diversi giorni 147 migranti impedendo alla nave della ong Open Arms di approdare in un porto sicuro. Ma il capo del Carroccio si difende: "Sono felice di aver difeso l’Italia".

L’imbarcazione, si ricorderà, restò davanti alle coste dell’isola fino a quando il procuratore di Agrigento, salito a bordo per controllare le condizioni dei migranti, ne ordinò lo sbarco.

Contraria, ovviamente, la visione dell’avvocata della difesa ed ex ministro, Giulia Bongiorno: "Non si trattò di sequestro di persona, né Salvini agì in modo arbitrario". "Il comandante della nave – ha quindi argomentato il leader del Carroccio – rifiutò di trasbordare 39 migranti, in area Sar maltese, su un assetto navale de La Valletta. Giorni dopo, il 18 agosto 2019, le autorità spagnole assegnarono a Open Arms un porto di sbarco ad Algeciras. Il comandante rifiutò questa soluzione".

Secondo la Bongiorno, il ’baco’ della tesi della difesa starebbe proprio nel presupposto giuridico del sequestro di persona ("significa mettere la vittima nell’impossibilità di esercitare il proprio diritto di libertà – ha spiegato la Bongiorno – ma questa nave aveva una serie di opzioni ripetutamente rifiutate"). Quanto alla decisione di sbarrare i porti alle navi dei migranti, questa, come nel caso Gregoretti, fu presa "di concerto" con il governo, nell’ambito del "decreto di Sicurezza bis, che – ha ribadito Salvini – approvammo al consiglio dei ministri dell’11 giugno 2019".

Ma la volontà della procura di Palermo sembra quella di voler inchiodare Salvini alla vicenda della concessione del Pos (Place of safety, ovvero un porto sicuro, secondo quanto previsto dal diritto internazionale). "C’è un dato fuori discussione: la competenza a rilasciare il Pos è esclusivamente del ministro dell’Interno", ha detto Lo Voi ieri nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo. La procura ha portato anche le testimonianze rese nelle udienze precedenti e nelle udienze relative al caso Gregoretti. "Si è trattato – ha aggiunto – e si continua a trattare esclusivamente di un atto amministrativo. Il presidente Conte ha detto che non si è mai discusso in Cdm dei singoli casi tantomeno dei dettagli dei singoli casi. La decisione era esclusivamente del ministro dell’Interno".

Tra le reazioni politiche, quella incredula di Maurizio Lupi: "Trovo incredibile la richiesta di rinvio a giudizio: il ministro Salvini ha fatto ciò che politicamente riteneva più giusto. Se non si condivide una politica, questa deve essere contestata politicamente, non dal potere giudiziario". La parola, il 7 aprile, passerà alla difesa del senatore. Poi la decisione del Gup.